A Roma, la vertenza per le tariffe
E’ partita da una settimana ormai la campagna della Rete Romana Contro la Crisi per il rimborso dell’Iva pagata (ma non dovuta) sulle bollette Ama, degli ultimi dieci anni. Infatti la Corte Costituzionale, con sentenza n°238 del 24 luglio 2009, pubblicata in G.U. il 29/7/2009, ha riconosciuto la natura tributaria di Tarsu e Tia, escludendo per entrambe l’imponibilità dell’Iva. Successivamente, con circolare n°41024/2009, l’Agenzia delle Entrate di Trento, ha chiarito che «i singoli utenti per ottenere i rimborsi devono rivolgersi al gestore-ente» (Ama nel caso di Roma) che ha fornito il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti.
Questo significa che in questi dieci anni, circa 17 milioni di cittadini sono stati costretti a pagare l’Iva del 10% sulle tariffe per i rifiuti mentre non dovevano farlo perchè non si può applicare una tassa sulla tassa!!
Per questo la Rete Romana Contro la Crisi, sostenuta da soggetti politici, sindacali e sociali diversi, fra cui Sinistra Critica, Fed. della Sinistra, Rete dei Comunisti, RdB, Movimenti per la Casa etc., sta attivando, in questi giorni, sportelli “sociali” in diversi quartieri di Roma ed ha organizzato molti banchetti sia per la raccolta delle firme per il referendum per mantenere l’acqua come bene pubblico sia per distribuire e compilare i moduli che ha approntato per richiedere il rimborso degli arretrati ingiustamente pagati.
L’iniziativa, che sta riscuotendo un’accoglienza incoraggiante, intende aprire una vera e propria vertenza più generale con Regione, Comune e Municipi, per la riduzione di tutte le tariffe, che tra l’altro continuano ad aumentare,sottraendo reddito alle famiglie e soprattutto ai/le disoccupati/e, ai /le lavoratori/trici licenziati/e, ai/le precari/e.
In un periodo di forte crisi economica, in cui è sempre più difficile arrivare alla fine del mese, occorre difendere il reddito anche chiedendo la riduzione del 50% di tutte le tariffe dei servizi pubblici per tutti i soggetti sociali più deboli.
