Brancher, l’ingiusto sospetto
Chi era così sospettoso da pensare che il neo-ministro, Aldo Brancher, imputato a Milano nel processo sul tentativo di scalata ad Antonveneta da parte di Bpi (quella di Fiorani e dei “furbetti del quartierino”) avrebbe invocato il “legittimo impedimento” garantito ai ministri? Sicuramente non il Corriere della Sera, che in autorevole editoriale del suo vicedirettore Battista, pur lamentandosi della inopinata nomina di Brancher – misteriosa, poco chiara, frettolosa – così scriveva a proposito del legittimo impedimento: «Anche i meno sospettosi, anche chi è più disponibile a rilasciare un credito all’attuale governo e chi ha appena ritenuto positive le ultime scelte, specialmente in economia, è costretto a immaginare che in tanta segretezza frettolosa molto abbia pesato il nome del nuovo ministro, Aldo Brancher, che potrebbe avvalersi, come tutti i ministri, delle nuove norme sul «legittimo impedimento » per procrastinare le vicende giudiziarie che lo riguardano. È un sospetto ingiusto, ma la singolarità della nomina di Brancher autorizza qualsiasi malevolenza». Oggi Brancher ha invocato il legittimo impedimento per un’udienza prevista dal calendario per sabato prossimo. Noi eravamo tra quelli sospettosi, ingiustamente sospettosi, per usare le parole di Battista. Ci ha pensato Brancher a renderci giustizia.
