Brasile, la sorpresa verde
Dilma Roussef la candidata del PT imposta direttamente da Lula non ce l’ha fatta a essere eletta al primo turno alle elezioni presidenziali del Brasile e si è fermata sotto il 50%. Distanzia d molto il rivale socialdemocratico (conservatore nonostante il nome) José Serra che si ferma al 32% ma soprattutto è costretta a registrare il clamoroso successo della candidata del Partito Verde, Marina Silva che sfiora il 20% e si conferma la sorpresa di queste elezioni. Molto distante il candidato del Psol, il Partito del socialismo e libertà, Plinio Arruda che non arriva all1% e che sconta la mancata elezione della sua leader storica, Heloisa Helena (6,7% alle scorse presidenziali) il cui elettorato è stato probabilmente attratto dalla candidatura di Marina Silva che è stata ministro dell’Ambiente per il governo Lula e che ha abbandonato da circa un anno in polemica con la politica ambientalista del presidente.
A novembre si terrà dunque il ballottaggio e non sarà semplicissimo per Dilma Roussef che ha bisogno di riversare sulla sua persona buona parte dei voti confluiti sulla candidata verde. Silva ha detto che terrà una assemblea nazionale per decidere quale candidatura appoggiare ma alcuni dirigenti del Pv hanno già espresso la preferenza per Serra e la stessa Silva potrebbe preferire un’astensione per mantenere in pista la propria candidatura alle prossime presidenziali, fra quattro anni.
Dal canto suo il Psol esce da queste elezioni con un bilancio contraddittorio. Oltre alla disfatta generale deve incassare la non elezione della sua presidente e leader più conosciuta, Helena che non viene eletta senatrice nello suo stato di Alagoas.
Allo stesso tempo, in una elezione difficile riesce ad avere tre deputati (Ivan Valente, Chico Alencar e Jean Wyllis militante Lgbt). Va meglio al Senato dopo dove gli eletti passando da uno a due, Marinor dello stato del Parà, dove si è tenuto l’ultimo Social Forum e Randolfe dello stato di Amapà e nei parlamenti statali – il Brasile è una Repubblica Federale – dove passa da tre a cinque deputati.
Un risultato che permette al piccolo partito della sinistra anticapitalista di reggere nel quadro politico anche se il risultato complessivo, ma anche il successo di Marina Silva – con la quale Heloisa Helena avrebbe voluto stringere un’alleanza – produrrà una discussione interna.
