Buon compleanno legge 194
«Siamo qui per riaffermare i nostri diritti contro chi ancora oggi non si è rassegnato ad avere la 194 come legge dello Stato». Donne e ragazze appartenenti ad associazioni e collettivi femministi si sono ritrovati in Piazza Trilussa, a Roma, davanti ad una mega-torta: a ritmo di musica hanno festeggiato il trentaduesimo anno dall’entrata in vigore della legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza. “Non concepiamo di essere usate come contenitori”, «Più educazione sessuale meno aborti», «Libertà di scelta per le donne italiane e immigrate»: sono alcune delle scritte che si leggono su cartelli, striscioni e passeggini vuoti, in una piazza che raccoglie le donne che manifestano, ma anche passanti e bambini.
«Al Movimento per la vita, che ha iniziato oggi tre giorni di “non rassegnazione” – ha spiegato Daniela Amato, del Centro donna L.I.S.A. – rispondiamo ribadendo il nostro diritto ad essere le sole a decidere dei nostri corpi, a decidere se e in che modo interrompere una gravidanza, a vivere una maternità consapevole, a ricevere informazione adeguata e a partecipare alle decisioni sulle modalità di somministrazione della Ru486». Oltre a festeggiare la legge 194, i collettivi femministi sono infatti in piazza per far sentire la loro voce sull’interruzione farmacologica di gravidanza: «È indispensabile indirizzare la società ad un’ottica di libera scelta, che è anche progresso – hanno detto le ragazze dell’Associazione Ribellule – all’interno della 194 è prevista l’apertura alle novità di ricerca e innovazione, e la Ru486 non è nient’altro che questo».
«Questa piazza vuole rendere il riconoscimento alla 194 di essere una legge civile, che ha affrontato e in parte risolto il problema dell’aborto, in modo giusto e consapevole» ha detto infine Anita Pasquali dell’Udi, denunciando che «le stesse forze politiche che oggi si scagliano contro l’aborto sono quelle che tolgono il lavoro, la prospettiva e la possibilità di essere madri».
