Flop dei mondiali di Nuoto, paga lo Stato
“Trattenete il respiro”. Questo lo slogan scelto nei mesi di avvicinamento ai Mondiali di Nuoto di Roma 2009. Così tutta la città è rimasta senza fiato, fra sequestri di impianti per abusi edilizi, sanatorie provenienti dal Comune prima, dal Governo poi, e litigi tra rappresentati istituzionali, commissari e membri del comitato organizzatore. Alla fine il bilancio di quelli che Alemanno ha definito «i migliori mondiali della storia del nuoto» parla di un “buco” di bilancio, al 31 ottobre 2998, di 9,7 milioni di euro. Ma se da una parte a spartirsi la lauta torta di Roma 2009 sono stati imprenditori privati travestiti da organizzatori (uno per tutti, Giovanni Malagò, un giorno presidente del circolo Canottieri Aniene, l’altro presidente del Comitato organizzatore), ad accollarsi il deficit sarà, ovviamente, lo stato. Come? Con il decreto milleproroghe: in un emendamento all’articolo 1, comma 23 bis, viene infatti “fissato al 31 marzo 2010 il termine per il trasferimento al Comune di Roma della somma di otto milioni di euro per le esigenze connesse alle attività del Comitato organizzatore dei Mondiali di nuoto Roma 2009”. Quasi dieci milioni di deficit non è cosa da poco per “i migliori mondiali della storia del nuoto”. Fin dai primi giorni dopo la conclusione della manifestazione, la Federnuoto ha subito fatto capire che un’eventuale richiesta di finanziamento al Coni per far fronte al “buco” sarebbe stata respinta al mittente. Il comitato organizzatore ha da poco finito di saldare una serie di fideiussioni, quindi sin dall’inzio che a saldare il buco non ci avrebbero di certo pensato i “privati travestiti da organizzatori”. Il Comune di Roma è stato da subito indicato, quindi, come la “cassa” che avrebbe fatto fronte al rosso. «Non ci sarà certo bisogno di una finanziaria ad hoc per ripianare il bilancio di Roma09» commentò, come se niente fosse, il sindaco Alemanno a margine della conferenza stampa di commiato del mondiale. Non una finanziaria, ma un emendamento al decreto milleproroghe si. Ma non erano stati “i migliori mondiali della storia del nuoto”? A vedere i numeri che hanno concorso a creare l’enorme buco di bilancio, si direbbe di no: le stime dell’organizzazione, il 23 aprile 2009, stabilivano in 400 mila presenza l’afflusso totale di spettatori e in 12,8 milioni di euro l’incasso della biglietteria. Non solo. In quella data si facevano già i primi bilanci: a 3 mesi dall’inizio dei mondiali il comitato organizzatore parlava di 1 milione e 600 mila biglietti già venduti. Peccato, però, che dopo 17 giorni di gare i biglietti venduti siano stati appena 124 mila, per un incasso totale di 3,9 milioni. Solo tra previsione e saldo finale di pubblico e incasso di biglietteria siamo davanti a un rosso di 276 mila spettatori e solo di biglietteria a un flop che recita -9,9 milioni. Ma tanto paga Pantalone…
