Il 14 lo sciopero Usb
Sciopero generale il 14 giugno nel pubblico impiego delle Rdb-Usb e della confederazione Cobas contro la manovra economica del governo. In occasione della mobilitazione, si svolgeranno tre manifestazioni a Roma, Milano e Napoli. In particolare, i sindacati dicono basta «agli ulteriori sacrifici chiesti ancora una volta al lavoro dipendente». «Non vogliamo una divisione equa dei sacrifici – hanno precisato oggi in una conferenza stampa – diciamo, invece, che si ponga la parola fine: è dal ’92 che chiedono sacrifici sempre al lavoro dipendente. Che, in cambio, non ottiene mai nulla dei benefici promessi. Tanto più che a quell’epoca, proprio quando iniziò la concertazione, il debito pubblico ammontava al 107,7% del pil e oggi siamo al 118,2%». In diciotto anni, quindi non solo la situazione non è migliorata ma è invece aumentata una pesante redistribuzione del reddito all’incontrario. Basta guardare alla composizione delle buste paghe interne alla Pubblica amministrazione con gli stipendi dei dirigenti cresciuti negli ultimi anni del 32% e quelle di quadri e impiegati del 3,2%, cioè 10 volte di meno! Contestualmente, secondo i dati diffusi dall’Usb, è cambiata considerevolmente la composizione dello stesso debito pubblico che vedeva i Titoli di Stato posseduti nel 1991 al 58% dalle famiglie e solo al 6% dagli investitori stranieri. Nel 2005 solo il 13% dei titoli di stato sono in mano alle famiglie, il 30% è in mano alle banche e alle assicurazioni mentre il 53% in mano a investitori stranieri.
La convinzione, dunque, è che il metodo concertativo abbia fallito su tutta la linea: «non solo non ha portato ad un risanamento dei conti, ma non ha neanche raggiunto i risultati promessi ai lavoratori, per il futuro delle nuove generazioni e garanzie occupazionali». Anzi: la disoccupazione, attaccano, «è in aumento e la “nuova” occupazione figlia delle leggi Treu e 30 èla dimostrazione evidente della precarizzazione».
“L’amministrazione pubblica non è il Bancomat del governo” dice l’Usb e chiede che stavolta la crisi venga pagata da chi l’ha provocata e non dai soliti noti. “La Cgil dice che non è contraria ai sacrifici, noi siamo contrari. Diciamo basta con i sacrifici, basta con le vessazioni sul lavoro dipendente e sul pubblico impiego”: Appuntamento quindi a lunedì mattina, alle ore 9,30 a piazza Esedra. “Noi vogliamo passare davanti al ministero del Tesoro” dicono all’Usb, anche se la Questura per ora non ha dato l’autorizzazione.
