Il 25 settembre continua
Il 25 Settembre, 2012 abbiamo fatto appello a circondare il Congresso dei Deputati a Madrid per liberare la sovranità popolare dal sequestro operato dalla troika [UE, BCE, FMI] e dai mercati finanziari. Un’occupazione eseguita con il consenso e la collaborazione della maggior parte dei partiti politici. Nonostante le continue minacce, la manipolazione dei media e l’intensa campagna per diffondere la paura nella popolazione, decine di migliaia di persone sono venute all’appuntamento. E noi abbiamo detto forte e chiaro che non abbiamo paura, siamo insieme su questo tema e non ci fermeremo fino a quando non si dimettono e venga avviato un processo costituente.
Il governo ha risposto con le botte, le provocazioni degli infiltrati, le detenzioni e la violenza indiscriminata, le lesioni e un dispiegamento di polizia del tutto inedito. Eppure … ha perso. Le immagini della repressione hanno fatto il giro del mondo.La visita di governo del presidente Mariano Rajoy alle Nazioni Unite è stata completamente oscurata dalla capacità di organizzazione e di comunicazione che abbiamo dimostrato. Il dibattito sulla legittimità dell’azione del 25 settembre è aperto. Oggi l’intera società spagnola ne parla, esprime le sue opinioni e prende posizione. Abbiamo avviato un grande dialogo, è la strada che intendiamo seguire.
Anche se il governo e i media stanno cercando di deformare le nostre rivendicazioni per farne un problema di ordine pubblico, il fatto di uscire in strada per rivendicare diritti significa fare politica, manifestare vuol dire fare politica, parlare è fare politica.
Stiamo imparando. Oggi, 29 settembre, le strade sono di nuovo piene di migliaia di persone che dicono basta e chiedono di tirare il freno a una realtà che sta diventando sempre più insopportabile. Inoltre, manifestiamo di nuovo per accompagnare – e sentirci accompagnati da – i nostri fratelli e sorelle portoghesi, greci e italiani che circondano, anch’essi, il loro parlamento. I “maiali” (Pigs) sono loro. Noi siamo il sud dell’Europa e senza l’Europa del Sud non c’è Europa possibile.
Continueremo a circondare il Congresso perché vogliamo fare un salto nella mobilitazione sociale e mettere al centro la riconquista della sovranità popolare e il potere dei cittadini, vale a dire la democrazia. Nel corso di quest’anno e mezzo abbiamo imparato a integrare, a pensare e ad agire collettivamente, forgiando alleanze imprevedibili e maree di tutti i colori hanno inondato le città con abitanti che hanno impedito gli sgomberi, funzionari a bloccare le strade … Noi abbiamo imparato a decifrare i complessi concetti giuridici ed economici, per proteggerci e per proteggere gli altri, comunicare meglio, gestire gli spazi di partecipazione e di dibattito in reti, luoghi e centri di lavoro, abbiamo imparato a ridere della violenza stupida del potere di fronte alla quale, sempre più spesso, ci opponiamo invece di fuggire. Siamo riusciti a estendere i metodi delle vecchie forme di lotta e abbiamo portato a termine numerose iniziative che vogliamo continuare a sviluppare, dal basso, senza scorciatoie, passo dopo passo.
Perché crediamo che il tempo per le decisioni prese da alcuni è finito, perché, per chi vuole lasciarci senza un futuro, abbiamo le risorse e l’intelligenza collettiva per decidere e costruire la società che vogliamo, perché non abbiamo bisogno di intermediari falsi, ma piuttosto di risorse collettive e strumenti che incoraggino la partecipazione attiva in tutte le questioni politiche che riguardano tutti.
Continueremo a circondare il Congresso per dire NO a chi è al comando, per dire che noi disobbediremo alle loro ingiuste pretese, come pagare il loro debito, a dire che noi difenderemo i nostri diritti collettivi: alloggio, istruzione, salute, lavoro, partecipazione democratica, salari. Per avviare un processo che permetta di evitare l’impunità ai responsabili della crisi, e che i piromani che l’hanno causata non siano ricompensati e comincino, invece, a essere giudicati.
Né il governo di Zapatero né quello di Rajoy ci hanno ascoltato. Entrambi hanno tradito i propri elettori applicando misure che avevano promesse di non applicare mai. Essi non obbediscono ai cittadini, non hanno né il coraggio né l’interesse a farlo. Il governo Rajoy non ci serve a niente e quindi ne esigiamo le dimissioni.
Oggi è stato presentato il bilancio generale dello Stato per il prossimo anno. Questi bilanci sono il risultato di una riforma della Costituzione che è stata fatta dal PSOE e il PP, senza che i cittadini abbiano potuto pronunciarsi su di essa. Sono bilanci che destinano più risorse per pagare un debito illegittimo invece di sostenere bisogni sociali che potrebbero portare a una uscita collettiva dalla crisi. Questi bilanci sono una vergogna per la sovranità nazionale, la democrazia. È per questo che dobbiamo bloccarli.
Facciamo appello a nuova mobilitazione quando i bilanci saranno discussi in Parlamento. Vogliamo essere di nuovo presenti in quel momento per dire loro che non si può governare senza chiedere il nostro parere.
Chiediamo anche la fine della criminalizzazione, che siano liberati coloro che sono ancora detenuti e che vengano ritirate tutte le accuse contro gli altri compagni che sono stati picchiati e maltrattati da una ferocia che è intollerabile in uno stato di diritto. Chiediamo un’indagine sulle azioni della polizia compiute il 25 settembre.
Nei giorni scorsi abbiamo visto che se ci organizziamo, se comunichiamo, se usiamo le nostre reti, siamo in grado di ispirare fiducia, calma e intelligenza collettiva. È per questo che vi invitiamo a partecipare al Coordinamento del 25 settembre, non solo a Madrid, ma ovunque: organizzate i vostri anelli di questa catena, appropriatevi degli appelli. Stanno cercando di toglierci quel poco che ci resta da difendere . Ci resta tutto da costruire.
Non abbiamo paura.
Circondiamo i bilanci della vergogna
Che se ne vadano tutti.
Possiamo farcela.
