Il bavaglio anche alla free-press
La lettera è arrivata a sorpresa, anche se i rapporti erano guasti da tempo. E secondo l’editore, Mario Farina, uno dei più grandi tipografi d’Italia, proprietario della Litosud che stampa Unità, Stampa, il manifesto, l’Espresso e molti altri, il licenziamento di Antonio e Gianni Cipriani dalla direzione del free-press Dnews risponde a “giusta causa”. Che poi, a leggere la lettera recapitata ai due fratelli romani, già ideatori e fondatori di un altro free-press, Epolis, poi traslocati a Dnews, consisterebbe nel fatto che la direzione si sarebbe servita troppo di collaboratori esterni appesantendo i costi di un giornale da circa un anno in difficoltà economiche (e poi approdato allo stato di crisi). La prova? Gli editoriali non sarebbero da tempo a firma del direttore…
In realtà, i Cipriani erano accusati da tempo, sia pure velatamente, di essere troppo sbilanciati a sinistra e troppo netti nei confronti dell’attuale compagine governativa. Spazio all’inchiesta sulla “cricca”, notizie sui dissesti della giunta Alemanno a Roma o Formigoni e Moratti a Milano e soprattutto Berlusconi. L’ultimo numero con la loro firma, distribuito venerdì 14 maggio, titolava in prima pagina, nell’edizione di Roma: “La sanità ci costerà nuove tasse”. E, nell’edizione di Milano: “Prove di rivolta al Triboniano”. Poco graditi anche gli editorialisti, certamente collocabili politicamente ma pur sempre firme prestigiose per un giornale gratuito: Ennio Remondino, Massimo Bordin, Mario Morcellini, Vauro e altri.
Così Antonio e Gianni Cipriani sono stati messi fuori da Dnews con un licenziamento immediatamente operativo e con la nomina di un nuovo direttore, Stefano Pacifici, già direttore del Romanista presentato al Cdr del giornale come in grado di ristabilire «una linea politicamente neutra».
I due, del resto, hanno già avuto una vicenda sgradevole. Nel 2004 erano stati chiamati da Nicola Grauso a dirigere il free-press più innovativo e elegante finora pubblicato, E-Polis che però hanno lasciato quando Grauso ha venduto la società a una cordata in cui figurava anche Marcello Dell’Utri (e con loro lasciarono il giornale anche una nutrita schiera di editorialisti). Hanno così fondato nel 2008 DNews, di proprietà della Mag Editoriale che fa capo a Farina. Innamorato, a parole, del progetto, Farina ha subito fatto i conti con il nuovo governo spostando il proprio baricentro verso l’area berlusconiana. Ma i guai non sono finiti qui. Fuggiti da Dell’Utri, i Cipriani si sono poi ritrovati a vedere affidata la raccolta pubblicitaria per DNews alla Visibilia di…Daniela Santanché a sua volta molto aggressiva nel mercato pubblicitario dopo aver ottenuto il contratto per la gestione di Libero e del Giornale. Infine, lo stesso Farina, prima con una quota minoritaria, poi rilevando tutto il capitale, ha acquisito il primo free-press a essere pubblicato in Italia, Metro, anche qui affidando la raccolta pubblicitaria a Visibilia.
L’informazione è sotto attacco, dunque, in forme diverse. Dal bavaglio alle intercettazioni agli attacchi diretti alla tv di Santoro e Gabanelli, al taglio delle risorse per l’editoria indipendente. La vicenda Dnews mostra che nemmeno negli spazi riservati della free-press si può stare tranquilli.
