La fine di Fini?
La rottura Fini e Berlusconi tiene banco su tutte le prime pagine anche perché sembra davvero seria. E’ altamente probabile che lunedì ci sarà l’annuncio del gruppo autonomo da parte dei finiani come spiega esaurientemente Il Sole 24Ore. Documentato “retroscena” anche nell’articolo di Repubblica.
E a questa notizia si esercitano tutti i principali notisti politici dei grandi giornali: Stefano Folli sul quotidiano confindustriale, Massimo Franco sul Corriere della Sera, che parla di «indifferenza di Berlusconi che ormai ha scelto Bossi», Massimo Giannini su Repubblica.
Non disponiamo via web del commento di Vittorio Feltri sul Giornale ma in realtà basta il titolo di prima pagina del quotidiano berlusconiano: «Fini se ne va, meglio così».
Chissà se a motivare la rabbia e la determinazione di Fini abbia contribuito anche la querelle sulle banche. Mentre Bossi ribadisce che il controllo delle banche del nordo gli spetta di diritto, spunta un altro retroscena, su Repubblica, che ci parla di un asse tra Tremonti e Chiamparino, registi della probabile nomina di Domenico Siniscalco – già ministro del governo Berlusconi – a presidente di Intesa San Paolo.
Intanto va avanti la penosa vicenda (penosa per quel che attiene al governo italiano) che riguarda i volontari di Emergency che a questa mattina risultano desaparecidos. Domani ci sarà la manifestazione che, causa adesioni, è stata spostata niente meno che a San Giovanni.
Sul fronte internazionale, si discute del confronto televisivo britannico che ha visto contrapposti il leader laburista Brown, quello conservatore Cameron e la sorpresa delle elezioni, Clegg, del partito liberaldemocratico. Che sembra aver vinto il confronto.
