La sinistra è in un pantano, dai movimenti partono i referendum per l’acqua pubblica
Mentre – come si diverte a dire Massimo Bordin in questa video-analisi – nel Pd si sta consumando il trentennale dello scontro tra D’Alema e Veltroni, continua il dibattito dopo-elezioni alla sinistra del Pd. Ma i progetti sembrano andare ognuno per conto proprio.
Lo si vede dal battibecco tra gli ormai ex amici De Magistris e Grillo. Ieri l’ex Pm sul “Fatto” proponeva di unire Idv, popolo viola, movimento di Grillo e Vendola per fare un “passo avanti” verso un unico partito della sinistra radicale alleato al Pd. Grillo lo invita duramente a farli da solo i suoi passi, e De Magistris risponde piccato “farebbe più onore a Grillo se la sua risposta fosse un pesce d’aprile”.
Su “La Stampa” invece si anticipano le intenzioni di Vendola, che non sembra pensare molto a costruire un nuovo partito della sinistra radicale, ma piuttosto ad investire il proprio successo nell’intera coalizione di Centrosinistra, puntando alle primarie per il candidato premier del 2013.
Per fortuna qualcosa si muove al di fuori di questi dibattiti. Si prepara una nuova campagna elettorale, ma stavolta dal basso e dai movimenti. Sono i referendum per l’abrogazione della legge Ronchi che privatizza la gestione dell’Acqua. Una battaglia che nasce dai tanti Comitati a difesa dell’acqua pubblica nati in questi anni nei territori, e dalla grande manifestazione dello scorso sabato 20 marzo. Forse è da lotte legate ai contenuti e ai movimenti come questa che si ricostruisce la capacità di parlare dei bisogni delle persone.
