Non un solo voto a Putin
Il 10 dicembre, si sono svolte a Mosca e in quasi tutte le grandi città della Russia mobilitazioni di massa “Per elezioni oneste”, organizzate da gruppi di opposizione espressi da differenti tendenze politiche. Secondo diverse stime, da 40.000 a 60.000 persone sono scese nella piazza Balotnaya a Mosca. A San Pietroburgo se ne contavano circa 10.000, e in certe regioni (Ekaterinburg, Novosibirsk, Rostov e altre), da 3.000 a 5.000 (le manifestazioni sono proseguite anche nel mese di gennaio e agli inizi di febbraio, ndt).
Il carattere spontaneo delle mobilitazioni costituisce uno degli elementi che differenziano maggiormente questi avvenimenti ad esempio dalla “Rivoluzione arancione” del 2004 in Ucraina. L’opposizione non era assolutamente preparata a un’improvvisa politicizzazione della società, e tanto meno si aspettava che scendesse in piazza. Il movimento non aveva una direzione definita chiaramente e la maggior parte dei partecipanti alla manifestazione del 10 dicembre non ha dichiarato un sostegno all’una o all’altra delle personalità politiche che erano sul palco. Due settimane dopo, il 24 dicembre, una nuova manifestazione ha raccolto oltre 100.000 persone a Mosca, il che ne fa la mobilitazione di massa più ampia di tutta la storia della Russia postsovietica.
Le forze politiche
I partiti politici rappresentati al Parlamento, che fanno parte integrante del sistema della “democrazia controllata” e che hanno ottenuto un posto nella nuova Duma, – il Partito comunista russo (Pcr), il partito di centrosinistra Russia giusta e il Lpdr (Partito liberaldemocratico di Russia) di Zhirinovsky, populista e nazionalista – hanno espresso il loro disaccordo rispetto al risultato delle elezioni ma lo hanno accettato nei fatti. Non hanno sostenuto le rivendicazioni per l’annullamento delle elezioni del 4 dicembre e l’organizzazione di un nuovo scrutinio, come hanno rifiutato di sostenere il movimento nascente. Anche se alcuni rappresentanti del Pcr e di Russia giusta hanno preso la parola nella manifestazione del 10 dicembre, la stragrande maggioranza degli attivisti non considera questi partiti come forze capaci di dirigere il movimento. Ad esempio, circa mille persone hanno preso parte il 18 dicembre alla manifestazione organizzata dal Pcr.
Di fatto, ad avere un ruolo politico importante nel movimento sono le forze politiche escluse da molti anni dal sistema Putin e che possono contare sulla loro esperienza di lavoro pubblico e di organizzazione di mobilitazioni di piazza: i liberali (soprattutto il movimento Solidarnost di Boris Nemtsov), l’estrema destra (i movimenti nazionalisti russi Contro l’immigrazione illegale, ecc.) e l’estrema sinistra (Fronte di sinistra, Movimento socialista di Russia (Rsd), gli anarchici). Inoltre, sono molto attive anche le organizzazioni civiche come il movimento degli osservatori indipendenti, i difensori dei diritti dell’uomo, il movimento Nastro bianco.
Per ora i liberali occupano il primo posto alla ribalta, ma anche l’estrema destra e l’estrema sinistra cercano di affermare la loro presenza, partecipano al comitato organizzativo e propongono oratori. La “battaglia per la ribalta” si accompagna a conflitti, cosicché la destra fischia e grida durante gli interventi dei liberali e della sinistra, e la sinistra fa lo stesso durante gli interventi della destra.
I dirigenti
Tra i dirigenti che hanno fatto conoscere il proprio nome e ottenuto popolarità in seguito alle mobilitazioni si trova Alexei Navalnyi, un giovane attivista che viene dalla società civile e dalla lotta contro la corruzione e non è membro di alcun partito. È a favore di una sintesi tra i liberali e i nazionalisti “moderati”, ha apertamente contatti con l’estrema destra che considera “una parte importante del movimento rappresentativo della popolazione”. Si trovano anche leader liberali come Boris Nemtsov e Vladimir Ryjkov, che hanno iniziato la loro carriera negli anni 1990 nel “campo Eltsin”. Hanno il sostegno dei media liberali, ma il loro passato li scredita largamente agli occhi della maggioranza dei partecipanti. Bisogna anche citare Sergei Udaltsov, dirigente del Fronte di sinistra, un giovane attivista sociale e politico dal passato post-staliniano. Sembra che le autorità considerino Udaltsov il più pericoloso tra i dirigenti del movimento. È in carcere e trattenuto dalla polizia da più di un mese per accuse totalmente inventate che lo implicano in piccoli reati. La sua liberazione era una delle rivendicazioni delle manifestazioni del 10 e 24 dicembre. Il suo intervento in video del 24 dicembre ha ottenuto un sostegno massiccio. Anche Ilyia Ponomarev, deputato al Parlamento per Russia giusta e vicino al Fronte di sinistra ha un ruolo molto attivo. Peraltro, tra i partecipanti alle manifestazioni, a godere della maggiore popolarità sono le figure dette “apolitiche”: i giornalisti, gli scrittori e gli attori con posizioni prevalentemente liberali.
Le masse
Si può affermare senza timore che la maggioranza assoluta dei partecipanti alle mobilitazioni non sostiene alcuna forza politica. Il 10 e il 24 dicembre, molte delle persone presenti non ascoltavano gli oratori sul palco ma dimostravano un grande interesse per gli scambi e le discussioni politiche all’interno della manifestazione. Secondo gli interessanti dati sociologici raccolti dal centro Levada, alla manifestazione del 24 dicembre a Mosca il 60% dei partecipanti erano uomini, il 62% aveva una formazione di istruzione superiore, il 31% aveva tra 25 e 39 anni, circa il 25% aveva meno di 25 anni e il 23% aveva tra 40 e 55 anni. La maggioranza si colloca nella categoria “tecnico specializzato” (46%) o “studente” (12%). In risposta alla domanda sulle convinzioni politiche, la maggioranza si è dichiarata “democratico” (31%), “socialdemocratico” (10%) o “comunista/di sinistra” (13%). Si può anche affermare che erano presenti alla manifestazione numerosi rappresentanti della classe media, del settore pubblico e dei pensionati.
La tattica della sinistra
Fin dall’inizio, la sinistra – Fronte di sinistra, Rsd, anarchici e altri – ha avuto e ha un ruolo importante nel corso degli avvenimenti. A San Pietroburgo, membri dell’Rsd hanno preso la parola nelle manifestazioni e sono entrati nel comitato organizzativo. A Mosca, un rappresentante dell’Rsd avrebbe dovuto parlare il 24 dicembre, ma alla fine non ha potuto farlo a causa di manovre da parte dei liberali. In varie regioni (Irkutsk, Perm, Novosibirsk, Kaluga, Iaroslav), l’Rsd faceva parte degli organizzatori e i nostri rappresentanti hanno preso la parola nelle manifestazioni.
Fin dall’inizio, noi dell’Rsd ci siamo espressi a favore della più stretta collaborazione possibile tra tutti i rappresentanti della sinistra radicale, nelle assemblee, per una tattica comune, per la formazione di quello che definiamo “polo di sinistra” nelle manifestazioni di massa. Dal 5 dicembre partecipiamo attivamente alle riunioni permanenti dei gruppi di sinistra, dove si discute della situazione e del coordinamento delle iniziative. Partecipano anche il Fronte di sinistra, gli anarchici, i Comunisti di Russia (frazione del Pcr), il Partito comunista dei lavoratori e altri.
L’orientamento principale comune consiste nel creare spazi alternativi all’interno delle manifestazioni e nel provocare la discussione con i passanti. Il 24 a Mosca, l’Rsd disponeva di uno stand dove esponeva la sua letteratura e aveva organizzato un laboratorio di preparazione di cartelli al quale potevano partecipare tutti quelli che volevano. Era stato messo a disposizione di tutti un “microfono vivente”. C’era anche uno stand tematico contro la privatizzazione dell’insegnamento al quale partecipavano il sindacato degli insegnanti e gruppi di studenti. Gli anarchici avevano il proprio “microfono aperto”.
Il futuro
È evidente che dopo il 24 dicembre bisognerà attendersi una momentaneo calo dell’attività, legata all’inverno e alle feste di fine d’anno. Ma tutti capiscono che le elezioni presidenziali del 4 marzo saranno decisive e che sono vicine. Putin cercherà di restare al potere ottenendo la vittoria al primo turno, e per questo deve raccogliere il 50 per cento dei voti. Con la sua popolarità in caduta libera, sembra evidente che la cosa sarà possibile solo grazie a massicci brogli. La prossima grande manifestazione è prevista per il 1° febbraio, data d’inizio della campagna elettorale.
Noi abbiamo l’intenzione di continuare il lavoro di rafforzamento dell’Rsd (che può contare su un afflusso di nuovi militanti) assieme ai negoziati per la formazione di un fronte unito delle organizzazioni di sinistra, in particolare con il Fronte di sinistra e altri.
I nostri punti di un programma d’offensiva per le elezioni presidenziali: non un solo voto a Putin, per un controllo popolare sulle elezioni, per un programma sociale (contro le privatizzazioni e le misure di austerità, controllo delle corporazioni e delle risorse naturali), per lo sviluppo di mobilitazioni di massa come condizione principale di un cambiamento di sistema.
Movimento socialista di Russia (Rsd)
