Per una nuova finanza pubblica e sociale
Oltre ai promotori RiD, Attac, Recommon, Centro Nuovo Modello di sviluppo e Smonta il debito gli interventi, sia in plenaria, sia nei due workshop su Cassa Depositi e Prestiti e Audit locali, hanno visto la presa di parola da parte di occupazioni sociali, come quella del Teatro Valle e di OPS dei Castelli Romani, di associazioni e collettivi che si oppongono al pagamento del debito, di realtà sindacali come i Cobas poste e la Fisac Lazio CGIL, del Forum dei movimenti per l’acqua, degli studenti di Ateneinrivolta, dell’esperienza di Occupy Maflow (in cui un gruppo di lavoratrici e lavoratori sta provando ad attivare un processo di autogestione della fabbrica dismessa, che proponga una produzione ecologica e mirata ai bisogni reali del contesto locale di riferimento della fabbrica di Trezzano sul naviglio. vicino Milano) e di tanti/e altri/e.
Il dibattito in assemblea e nei workshop è stato ricco di spunti e di analisi, toccando temi decisivi come quello della ripublicizzazione di Cassa Depositi e Prestiti e dell’ estromissione delle fondazioni bancarie dalla sua gestione; della necessità di attivare dei processi partecipativi dal basso sul tema della finanza pubblica attraverso la costituzione di comitati di audit locali (oltre a quelli già esistenti) che pongano al centro della propria azione due questioni: la riappropriazione da parte della popolazione del patrimonio pubblico in svendita in nome del pagamento del debito e l’elemento politicamente centrale e alla base di un processo di audit: la democratizzazione e il controllo da parte dei cittadini dei beni pubblici, a partire dalle società che gestiscono i servizi idrici (come Acea o Hera), fino agli ospedali e ai teatri comunali.
Gli obbiettivi sono chiaramente ambiziosi e complessi, ma sono in fondo la base per la riattivazione di un processo di partecipazione reale, in linea con quello che è riuscito a fare il forum dei movimenti per l’acqua pubblica.
La crisi economica e politica che viviamo giornalmente d’altronde ci impone una ripartenza che può sembrare lenta ma che ha l’ambizione di costruire delle gambe solide e ben radicate nella quotidianeità della crisi. Sabato abbiamo creato un primo tassello, abbiamo iniziato il percorso verso la creazione di un Forum per una nuova finanza pubblica e sociale che possa avere un secondo appuntamento costituente a fine Marzo.
L’obbiettivo, a nostro avviso, è quello di creare un punto di riferimento in cui si possano riconoscere diverse esperienze di lotta, da quelle per la riappropriazione dei beni comuni, agli studenti, ai lavoratori e lavoratrici del settore pubblico ma anche delle fabbriche in crisi. Del resto un nuova finanza pubblica e sociale dovrebbe sorreggere i bisogni e le idee proprio di questi soggetti e non gli interessi delle banche, della finanza privata e dei grandi imprenditori collusi con i partiti di governo (qualunque essi siano).
Proveremo a ripartire da qui, concentrandoci inizialmente sulle tematiche della cassa, depositi e prestiti e dell’audit locale, ma consapevoli di poter e dover accogliere anche altre esperienze e campagne. con la lenta impazienza tipica dei movimenti reali!
Guarda i video degli interventi di Marco Bersani ed Antonio Tricarico:
