Profumo di rivolta nelle scuole romane
Decine di scuole occupate a Roma e provincia, cortei spontanei che da giorni si susseguono in tutti i quadranti della città, assemblee, autogestioni, blocchi della didattica. E’ la rabbia dei giovani ad esplodere, quella degli studenti e dei giovanissimi precari che ancora una volta irrompono nella scena politica di questo paese e per primi tornano a scuotere un autunno che troppo presto, e ingenuamente, da molti era stato considerato freddo e pacificato.
L’ennesimo focolaio di rivolta si è acceso nel X Municipio quando 500 studenti dell’istituto Lombardo Radice hanno disertato le lezioni e sono partiti in corteo dietro lo striscione “Rivoltiamo l’Aprea, rivoltiamo l’austerità, rivoltiamo la precarietà”. Il corteo si è diretto verso Piazza Cinecittà, dove ad aspettare gli studenti del Radice c’erano altri 2000 studenti provenienti da altri istituti del municipio, alcuni dei quali occupati.
Gli studenti in corteo hanno proseguito per le strade del quartiere, bloccando a lungo la Tuscolana e mandando letteralmente in tilt il traffico di zona. Arrivati in P.le Appio Claudio il corteo si è fermato e gli studenti hanno dato vita ad una partecipatissima assemblea pubblica che ha rilanciato sulle prossime date di mobilitazione.
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Gli studenti torneranno in piazza Sabato 10 novembre insieme agli insegnanti delle scuole per la manifestazione che partirà alle ore 15 da Piazza della Repubblica. La piattaforma, promossa da un ampio coordinamento di scuole in stato di agitazione e dal Coordinamento Precari Scuola, si oppone al Ddl Aprea in discussione in Parlamento e quindi al tentativo di privatizzazione della scuola pubblica, ai tagli presenti nel “Pacchetto Stabilità” che si vanno ad aggiungere alla decurtazione cronica di fondi che l’istruzione pubblica italiana subisce oramai da anni e alla proposta di aumento dell’orario lavorativo per i docenti della scuola secondaria da 18 a 24 ore settimanali a parità di salario.
Proprio contro questa proposta gli insegnanti hanno cominciato a mobilitarsi con forza nelle scorse settimane tanto da far vacillare il Ministro Profumo, che anche ieri si è mostrato orientato a voler ritirare questo gravissimo provvedimento.
Ma il Ddl Aprea è solamente la punta di un iceberg, l’ultimo fattore scatenante di una rivolta che nasce da una condizione generalizzata che i giovani vivono oggi, da una precarietà diffusa che oramai pervade tanto i luoghi di studio quanto i luoghi di lavoro e di non lavoro. “Questa volta l’obiettivo del movimento non è solamente quello di bloccare il Ddl Aprea, questa volta si vuole andare fino in fondo e cambiare un sistema che oramai vede i giovani ai margini di questa società” afferma Fabio Sparagna, studente universitario al primo anno ed ex membro del Collettivo Lombardo Radice. “Il movimento per la prima volta non segue le tappe di discussione parlamentare per la propria mobilitazione ma si mobilita autonomamente, ponendo le basi per un suo forte radicamento e per una sua lunga durata, oltre l’autunno ed eventualmente oltre l’approvazione della riforma”.
Il prossimo obiettivo dichiarato è la riuscita dello Sciopero Generale Europeo del 14 novembre che in Italia i movimenti vogliono trasformare in un grande sciopero sociale, che blocchi i luoghi di lavoro e di studio e che porti in piazza, oltre ai lavoratori sindacalizzati, anche precari, disoccupati, migranti e studenti.
Proprio in vista di questa giornata oggi gli studenti universitari della Sapienza hanno lanciato la settimana di mobilitazione che porterà allo sciopero del #14N, prima con un blitz ad un convegno su ricerca bellica ed armi cibernetiche che si svolgeva nell’aula magna del Rettorato (GUARDA LE FOTO), poi con un’assemblea pubblica che ha manifestato un chiaro intento: “Il 14 Novembre saremo in piazza con tutti gli altri soggetti colpiti dalla crisi e dall’austerity per arrivare ai palazzi del potere e lanciare un segnale ben preciso: nessun mercato, nessun debito, nessuna banca viene prima delle nostre vite. Al pari di Spagna, Grecia, Portogallo, rilanciamo per una mobilitazione generale di lunga durata che invada le piazze, blocchi le strade e la produzione, attacchi i governi dell’austerità ed i loro mandanti della troika.”
