Spettacolo di Marco Baliani per “Letteraria”
(Da Il Fatto quotidiano – Emilia Romagna)
Martedì 3 aprile alle 21.00 l’ITC Teatro di San Lazzaro di Savena ospiterà una serata d’eccezione. In scena Marco Baliani con uno dei suoi spettacoli più noti e coinvolgenti, Kohlhaas, che festeggia la millesima replica.
E non è tutto. Per una sera l’evento è stato organizzato per finanziare la Nuova Rivista Letteraria – Semestrale di letteratura sociale, diretta da Stefano Tassinari, del cui collettivo redazionale fanno parte, oltre allo stesso Marco Baliani, anche – tra gli altri – Carlo Lucarelli, Niva Lorenzini, Wu Ming, Marcello Fois, Pino Cacucci, Mario Dondero, Silvia Albertazzi, Giampiero Rigosi, Milena Magnani, Simona Vinci, Grazia Verasani, Bruno Arpaia, Massimo Vaggi, Alberto Bertoni, Giovanni Marchetti e Alberto Sebastiani.
Lo spettacolo, tratto dal romanzo Michael Kohlhaas di Heinrich Von Kleist, è ormai riconosciuto come uno dei capolavori del teatro di narrazione, e dopo più di vent’anni dal debutto continua ad incantare il pubblico di ogni età.
Kohlhaas racconta di una vicenda realmente accaduta: nella Germania del 1500, un mercante di cavalli, vittima della corruzione della giustizia statale, diventa brigante a causa dei torti subìti. La spirale di violenza generata dal sopruso a cui è sottoposto il protagonista offre quindi lo spunto per una straordinaria riflessione – più che mai attuale – sulla questione della giustizia, e sulle conseguenze morali che la reazione dell’individuo all’ingiustizia può comportare.
Marco Baliani, solo sulla scena, vestito di nero, continua ad affascinare e stregare gli spettatori, interpretando tutti i personaggi del racconto, trasformandosi in cavaliere, in zingara, in un intero esercito, e facendo comparire dietro di sé distese erbose, selve lussureggianti e città in fiamme.
La rigorosa essenzialità è l’elemento dominante della storica pièce dell’attore/drammaturgo laziale: “Egli mette in atto alcune scelte che saranno poi ricorrenti in altri spettacoli di narrazione”, spiega Silvia Bottiroli nella sua monografia su Baliani, “La sedia innanzitutto, da cui non si alza mai, segno scenografico di estrema essenzialità, strumento e vincolo per il raccontatore; l’illuminazione, costituita da un solo riflettore puntato sull’attore; e infine il costume, una maglia e pantaloni neri (il classico abito dell’attore al lavoro), e scarpe, la cui percussione sul pavimento costituisce la colonna sonora dello spettacolo”.
“I mezzi espressivi veri e propri di cui fa uso sono una sorvegliatissima mobilità del viso, una gestualità asciutta e a tratti di un’intensità lancinante, una sapiente intelligenza di ritmi che gli permette di popolare la scena immobile di apparizioni, di far vivere emozioni, di dare corpo a pensieri e, non ultimo, di entrare e uscire dai personaggi”, prosegue Bottiroli, “Si può affermare che Kohlhaas segna un punto limite di un certo percorso, ed è forse il tentativo più alto – e in qualche modo insuperabile – di una ricerca portata avanti con ostinazione e rigore nei territori dell’affabulazione. La sua “essenzialità quasi ascetica” lo rende “spettacolo-manifesto di un ritrovato teatro di narrazione“, punto di riferimento imprescindibile per chi scelga di praticare il racconto orale come dimensione fondante dell’essere attore”.
Chi lo ha già visto anni addietro tornerà a vederlo, chi non aveva l’età può recuperare.
Per info e prenotazioni: info@itcteatro.it – 051 627 0150
