Syriza, la sinistra che non c’è in Italia
La sinistra che non c’è in Italia: Syriza e la politica radicale
Di Roberto Ciccarelli (da il manifesto del 15 aprile 2014)
Alexis Tsipras è il primo leader politico europeo ad avere dato il nome ad una lista che si candida in un altro paese, l’Italia, alle prossime elezioni europee di maggio. Questa anomalia, raccontata in un reportage coinvolgente da Matteo Pucciarelli e Giacomo Russo Spena in Tsipras Chi? Il leader greco che vuole rifare l’Europa (Alegre), si spiega con la crisi senza uscita seguita all’implosione della «sinistra radicale» italiana dopo le elezioni politiche del 2008 che l’hanno cancellata dall’arco parlamentare come soggetto autonomo.
Dopo il nuovo fallimento della «Rivoluzione Civile» di Ingroia alle elezioni successive del 2013, quello dell’alleanza «Italia Bene Comune» tra Sel e Pd che ha preferito le «larghe intese» con Berlusconi e oggi con Alfano, dopo l’affermazione del Movimento 5 Stelle di Grillo, Tsipras è tornato in Italia come «Papa straniero». Ha federato i residui di quell’esperienza (Rifondazione Comunista e Sel, ma non il Pdci) con altri soggetti o raggruppamenti come Alba, per il momento in vista delle europee. Sulla continuazione di questa esperienza, ad oggi tenuta insieme dal prestigio intellettuale dei suoi «garanti» (Luciano Gallino, Marco Revelli, Barbara Spinelli, Guido Viale) poco, o nulla, si sa. Per il momento avanza la suggestione per una figura politica, che ha attraversato il movimento No Global, si è poi messo a fare politica senza mai rinunciare aalle sue idee politiche. Un esempio di coerenza e lungimiranza che oggi viene riconosciuto a livello internazionale.
Il libro di Pucciarelli e Russo Spena è il primo a raccontare, da sinistra, la storia di una battaglia impari, quella di un Davide greco, per di più di «sinistra radicale» contro i poteri forti in Grecia e il Golia tedesco in Europa. Un Davide che un sondaggio Mrb per il sito Real.Gr viene dato al 19,9% contro il 19,7 di Nuova Democrazia del primo ministro Antonis Samaras alle europee. I sondaggi per le prossime politiche ad Atene conferiscono al partito di Tsipras la maggioranza relativa e la definitiva cancellazione del Pasok – il Pd greco – responsabile dei quattro memorandum e delle politiche di austerità imposte dalla Bce, dalla Ue e dall’Fmi che hanno distrutto la Grecia. Con queste elezioni europee Syriza si è messa alla guida «della resistenza europea al neoliberismo» sostiene Tsipras nell’intervista rilasciata agli autori del libro. L’operazione è intelligente: dal suo punto di vista, il leader greco conduce una battaglia importante a livello continentale e sta usando la sua campagna elettorale per prepararsi a vincere le elezioni in patria. «Siamo solo alla prima battaglia di una lunga guerra, e ora i generali sono Merkel e Tsipras. Domani chissà» — aggiunge Tsipras – Ci sono due visioni del mondo: uno del capitale e dei mercati, l’altro dell’unione dei popoli d’Europa». Pucciarelli e Russo Spena arrivano così al nucleo del problema. Come mai Syriza, che fino a due anni fa era conosciuta solo dagli ex attivisti o dirigenti della sinistra italiana, è diventato un partito maggioritario? Basta, forse, avere annunciato – come per lungo tempo è stato fatto a sinistra – di volere andare al governo per ottenere una crescita esponenziale dei voti dal 4% nel 2009 all’attuale 26,9%? La domanda viene rivolta ai dirigenti, ai militanti e agli intellettuali che si riconoscono oggi in Syriza, ma non ottiene una risposta precisa. Per fare politica, è chiaro che bisogna volere andare al governo. Più forte ci sembra la motivazione ribadita nel libro: bisogna farsi trovare nel posto giusto, nel momento giusto.
È questa la lezione machiavelliana che Syriza ha imparato stando nelle lotte, durissime, condotte dalla società greca contro i governi delle larghe intese e le politiche di austerità. Una scelta difficilissima, quella di «stare nel gorgo» di una lotta, nelle sue contraddizioni, nel dramma di uno scontro che ha saputo dispiegare efferatezze, da entrambe le parti.
Radicamento sul territorio, costruzione di coalizioni con sindacati e movimenti di diversa ispirazione, ampia e articolata dialettica interna che Pucciarelli e Russo Spena definiscono una «babilonia» saldata dall’organizzazione di Syriza ma soprattutto dal carisma del suo leader 39enne. La sfida del governo non sarà facile per Tsipras che guida un partito che affronta l’aggressività interna, anche dei nazisti di Alba Dorata, e soprattutto gli attacchi della dittatura europea della Troika.
Il suo programma è solidamente socialdemocratico, neo-keynesiano, europeo e non nazionalistico, «avvicinabile a un neo socialismo di stampo latinoamericano» scrivono gli autori. La proposta per l’Europa è di riscriverne i trattati e promuovere un New Deal, un grande piano di investimenti pubblici per lo sviluppo. Per fare tutto questo, Syriza punta sulla virtù e sulla fortuna, elementi che non gli sono mancati dal 2004 ad oggi. Il libro sarà presentato domani a Roma al Forte Fanfulla alle 20 con Barbara Spinelli, Sandro Medici e Argiris Panagopoulos. Modera Daniela Preziosi.
Alexis Tsipras, i grandi interrogativi e le grandi speranze della sinistra europea
Di Carmine Saviano (da repubblica.it del 15/04/2014)
I rischi erano due. Il primo, agiografico: costruire l’ennesimo “santino a sinistra”, personalizzando e quindi diluendo problemi e questioni politiche. Il secondo: dar vita a una pamphlet elettorale, parole usa e getta, utili solo alla propaganda su breve periodo. Ma Tsipras Chi? Il leader greco che vuole rifare l’Europa, libro scritto dai giornalisti Matteo Pucciarelli e Giacomo Russo Spena, li evita entrambi. Perché la biografia del capo politico di Syriza – nelle librerie dal 16 aprile – candidato alla presidenza della Commissione Europea, viene proposta come cifra, condensato, di tutte le questioni che interrogano la sinistra europea. L’uscita dalla crisi, il rapporto con i movimenti, le funzioni e gli obiettivi di una leadership moderna. E si parte dall’Italia, dal molo del porto di Ancona, 19 luglio 2001.
E’ lì che il giovane Tsipras, capelli lunghi e ciuffo alla Elvis, fa uno degli incontri più significativi e simbolici con il nostro Paese. Lì, quando sbarca insieme a numerosi connazionali per raggiungere Genova, per partecipare alle manifestazioni contro il G8. Un viaggio a metà, che si ferma dopo pochi chilometri di autostrada: Tsipras viene rispedito a casa, non senza una cospicua dose di manganellate. L’accusa è di essere “potenzialmente pericoloso”. E c’è solo da immaginare la sua emozione quando, il 7 febbraio scorso, arriva al Teatro Valle di Roma per benedire “L’Altra Europa”, la lista promossa per sostenerlo nella sua corsa verso la presidenza della Commissione da numerosi intellettuali ed esponenti del mondo politico italiano. Che vedono nel leader greco una sorta di “papa straniero” in grado di restituire speranza e corpo all’ipotesi di una sinistra italiana finalmente unitaria.
Le ragioni di questa speranza sono il materiale analizzato e raccolto da Pucciarelli e Russo Spena. Un viaggio che parte dalla storia delle formazioni di sinistra che hanno animato la vita politica in Grecia negli ultimi 25 anni. E che arriva sino all’ascesa del giovane Tsipras. Passando per le elezioni amministrative di Atene, nel 2006, quando Alexis diventa consigliere comunale. E attraversando i disordini del 6 dicembre 2008: la culla della civiltà occidentale in fiamme causa scontri tra polizia e anarchici. E, soprattutto, raccontando come la Grecia sia diventata “un esperimento su piccola scala”, per verificare “quanto i centri politici e finanziari immaginano di fare nel resto d’Europa”. Le decisioni della troika, un Paese in ginocchio, il mondo che sembra non muovere un dito.
Perché proprio in questo contesto la storia politica di Tsipras e di Syriza assume un valore che trascende i confini nazionali: la possibilità di elaborare da sinistra una exit strategy dalla crisi in grado, prima di tutto, di raccogliere consenso popolare. E poi di porsi come argine non solo all’austerity ma anche all’emergere di quelle forze ultranazionaliste – come Alba Dorata – che in nome di uno sterile anti-europeismo rischiano di sfasciare sul serio il Vecchio Continente. Politicizzare il disagio, organizzare il dissenso, raccogliere dal basso soluzioni e ricette. Senza cadere nelle sabbie mobili di populismi – pesanti, leggeri o a cinque stelle – utili solo a mascherare l’entità delle questioni sociali che attraversano l’Europa.
E Tsipras Chi? è anche un libro corale. La prefazione è affidata alla scrittrice napoletana Valeria Parrella, candidata per “L’Altra Europa” nel collegio Sud. Che ritrova nelle idee di “solidarietà, coraggio, di anticapitalismo e di attenzione alle persone” il territorio valoriale dell’offerta politica del leader greco. Poi la postfazione: un dibattito tra Costas Douzinas, Alexis Tsipras e Slavoj Zizek intitolato “Grecia, appuntamento con la storia”. Un libro denso, in cui Pucciarelli e Russo Spena non dimenticano i “ferri del mestiere”: le prime dieci pagine contengono un’intervista inedita al capo politico di Syriza. Tra ritardi e riunioni, cercando di capire e comprendere, per poi raccontare, radici e orizzonte di un cambiamento possibile.
