Una sala del Comune di Bologna dedicata a Stefano Tassinari
“Giovedì 9 maggio 2013, alle ore 18, verrà intitolata la Sala dei Tribuni della Plebe di Palazzo d’Accursio, a Stefano Tassinari, nel primo anniversario della scomparsa.” A darne la notizia è il sindaco di Bologna Virginio Merola, che annuncia che durante la cerimonia tracceranno un ricordo dello scrittore ferrarese, bolognese d’adozione, Marcello Fois, Roberto Serra e Filippo Vendemmiati.
Il giorno prima, l’8 maggio, uscirà nelle librerie per Edizioni Alegre una nuova edizione del suo romanzo più importante, L’amore degli insorti, dove ripercorre gli anni a lui più cari, i Settanta, facendoci rivivere anche la parte rimossa della storia recente del nostro paese.
Di seguito la quarta di copertina della nuova edizione del libro.
Sono trascorsi quasi venticinque anni da quando Paolo Emilio Calvesi – oggi architetto di successo, con moglie e due figli – ha abbandonato il gruppo armato di estrema sinistra di cui era membro. Il suo nome non è mai finito in alcuna inchiesta, il che gli ha consentito di ricostruirsi una vita apparentemente “normale”. È convinto che il passato non possa ritornare ma un giorno inizia a ricevere lettere, regali, telefonate, provocazioni da una certa Sonia che dimostra di conoscere tutto di lui e di quell’altra vita. Calvesi si ritrova in un incubo, precipitando in una spirale che lo costringe a rivivere il passato tra sensi di colpa e un rispolverato orgoglio, e a rimettere in discussione il suo presente e il suo futuro. Il mistero di chi sia la persona che sta mettendo in atto questa “persecuzione”, produce un’inchiesta nella memoria del protagonista, che ripercorre un tratto di storia del nostro paese per troppo tempo rimossa.
Ad un anno dalla scomparsa di Stefano Tassinari, questa nuova edizione del suo romanzo più importante, ci riporta in un’epoca che coinvolge la memoria individuale e collettiva della nostra storia recente, con uno stile profondo, intenso, appassionato ma al contempo lucido nel riordinare fatti e responsabilità.
«Schierati a protezione di un’intesa
tra l’utopia di chi insegue gli orizzonti
e gli orizzonti stessi che si spostano per noi
come se fossero le guide di un cammino
in fondo al quale scavalcare il mare
per ritrovare lì l’amore degli insorti
che solo noi sappiamo pronunciare».
