Zapatero austerity
E’ un duro giro di vite sulla spesa pubblica quella che il premier spagnolo Jose Luis Rodriguez Zapatero ha annunciato oggi, nel corso di una audizione straordinaria davanti al Congresso. Tra le misure, alcune riguardano le retribuzioni dei dipendenti pubblici e le pensioni che subiranno tagli o congelamenti. L’annuncio è arrivato dopo che, a quelle della Commissione Europea, si sono aggiunte su Zapatero anche le pressioni del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che ha chiesto «misure risolutive» anticrisi e per ridare fiducia ai mercati. La richiesta sarebbe stata avanzata in un colloquio telefonico citato oggi sulle prime pagine di tutti i quotidiani iberici. Secondo il portavoce della Casa Bianca, Robert Gibbs, la chiamata è avvenuta «perchè la Spagna soffre alcuni problemi sui quali è necessario adottare riforme per assicurarsi che non si estendano» e nella quali «il primo ministro ha cominciato a lavorare».
Nella sua audizione straordinaria al Congresso, già prevista nei giorni scorsi, Zapatero ha annunciato un nuovo giro di vite per tagliare la spesa pubblica, da includere nel programma per la riduzione del deficit al 3% entro il 2013, che include un congelamento delle pensioni e tagli alle retribuzioni dei funzionari pubblici. In particolare, il governo ridurrà del 5% lo stipendio degli impiegati pubblici per quest’anno e ha previsto un congelamento per il 2011. La diminuzione dei salari sarà proporzionale alle entrate. È previsto, poi, un taglio del 15% delle retribuzioni dei membri del governo. Allo stesso tempo, per il 2011 l’esecutivo congelerà le pensioni, eccetto quelle non su base contributiva e quelle minime; eliminerà il regime transitorio per i pensionamenti parziali; e, a partire dal 1 gennaio prossimo, sopprimerà l’assegno-bebè, cioè l’erogazione di 2.500 euro per ogni bambino nato o adottato. I tagli interesseranno anche gli investimenti pubblici statali previsti fra il 2010 e il 2011, che saranno ridotti di 6.045 milioni di euro, e gli aiuti statali allo sviluppo, che diminuiranno per 600 milioni di euro. La cura dimagrante riguarderà anche le Comunità autonome e gli enti locali, che dovranno realizzare un risparmio aggiuntivo a quello già previsto nel piano di risanamento del debito di 1,2 miliardi di euro. Allo stesso tempo, sarà eliminata la retroattività per l’applicazione della legge di dipendenza, che prevede contributi alle famiglie con soggetti inabili a carico, con una riforma che fisserà a sei mesi il tempo massimo per la risoluzione delle richieste del sussidio. La scure del governo si abbatte anche sulla spesa farmaceutica, che vincolerà il consumo di farmaci «alle reali necessità dei pazienti» e introdurrà frazionamenti monodose per adeguare il consumo alla necessità. Nella sua audizione Zapatero ha giustificato le nuove misure con la necessità di «uno sforzo straordinario, speciale e singolare», in questo momento in cui si avvertono «segnali» di inizio del recupero economico. Fra questi, il dato confermato oggi dall’Istituto nazionale di statistica di una crescita dello 0,1% del Pil nel primo trimestre, che pone l’economia spagnola ufficialmente fuori dalla recessione. Il premier ha definito «imprescindibile» la nuova stretta sulla spesa pubblica, per aumentare le fiducia nell’economia spagnola.
