Recensione da Internazionale
L’acqua, come il petrolio, è una risorsa limitata e preziosa in grado di scatenare guerre. A differenza dell’oro nero, però, è un bene necessario alla sopravvivenza. Per questo non può diventare una fonte di profitto, una merce da acquistare. La storia dimostra che privatizzare l’acqua è una scelta deleteria, eppure in tutto il mondo le multinazionali del settore continuano ad avanzare. Ma ci sono anche casi di resistenza, dalla Bolivia al Sudafrica, dalle Filippine all’Italia. Ricco di dati ed esempi, questo libro spiega in modo irrefutabile perché l’acqua deve essere considerata un bene pubblico.
