Franco Bovaio su il Tempo
IL LIBRO “I MONDIALI DELLA VERGOGNA”, ARGENTINA ‘78
di Franco Bovaio (il Tempo, 12/07/2010)
I Mondiali sudafricani si sono conclusi con una finale tra due squadre che prima non avevano mai vinto la Coppa. L’ultima volta che era accaduto risaliva al 1978, ovvero a quei Mondiali d’Argentina che videro in campo i padroni di casa (poi vittoriosi) proprio contro l’Olanda. Quel torneo si svolse nel maledetto periodo della dittatura e del dramma dei desaparecidos. Una storia che il resto del mondo non conosceva anche perché la giunta militare del generale Videla l’aveva tenuta accuratamente nascosta con connivenze di ogni tipo. Ma in alcune nazioni europee, tra le quali l’Olanda, se ne parlava e anche per questo intorno agli “orange” si creò ad arte un clima di profonda ostilità. Vincere il Mondiale, per la dittatura, significava glorificare se stessa e creare consenso al suo operato e per riuscirci era lecito ogni mezzo. Ecco dunque la famosa “marmellata peruviana” (il clamoroso 6-0 al Perù che servì all’Argentina per andare in finale al posto del Brasile); ecco le intimidazioni contro quell’Olanda il cui capitano, Ruud Krol, era finito al centro di un caso diplomatico per la falsa lettera attribuitagli da un quotidiano di Buenos Aires in cui scriveva alla figlia che “dai fucili dei militari argentini escono fiori”. Un fatto così grave che quasi spinse l’Olanda a ritirarsi dal Mondiale, mentre in Plaza de Maio le madri continuavano a marciare silenziose per non dimenticare i figli scomparsi. Tutto questo è raccontato nello splendido libro “I Mondiali della vergogna” di Pablo Llonto, con prefazione del giudice Giuseppe Narducci. “Nunca mas” (mai più) ripete Llonto, che al pari di molti suoi connazionali visse quei giorni con un duro conflitto interiore tra la gioia del trionfo sportivo e il disgusto per una vittoria che la dittatura sfruttò per consolidare il suo potere.
“I Mondiali della vergogna” di Pablo Llonto, Edizioni Alegre, euro 15,00
