Il Nobel al presidente «a capo di due guerre»
Obama ritira il premio Nobel solo appena pochi giorni l’annuncio di aumentare le truppe Nato in Afghanistan di 30.000 unità. E’ evidente l’incoerenza del premio mentre la strategia militare statunitense resta una scelta coerente con le politiche di guerra che Usa e Nato mantengono nel paese centro-asiatico. Una decisione che nasconde dietro la “necessità di combattere il terrorismo” di Al Qaeda una situazione afghana (e pakistana) che ci parla invece di una guerra che continua e delle difficoltà crescenti che gli eserciti della Nato si trovano ad affrontare su ogni piano.
Non è un caso, dunque, che il presidente Usa abbia detto che «le guerre possono anche servire», specificando le condizioni del diritto internazionale cercando di spiegare così il paradosso di un premio ricevuto mentre la sua presidenza si trova «a capo di due guerre». Fidel Castro ha detto quello che in molti pensano e cioè che Obama non avrebbe dovuto ricevere il premio: «Perché ha accettato il premio Nobel quando invece ha deciso di portare le guerrra in Afghanistan fino al limite estremo – si chiede Castro sul suo sito ufficiale. Non era obbligato a compiere un gesto così cinico». In realtà, l’obbligo è dato dall’unica strategia che Usa e alleati hanno scelto in oriente.
Obama e i paesi della Nato, incapaci di vincere sul terreno e di convincere l’opinione pubblica dei propri paesi della giustezza della loro “missione”, non sono in grado di fare altro che accelerare la propria escalation militare. e questo non farà che produrre quanto dichiara il generale statunitense McChrystal: “E’ realistico aspettarsi un aumento delle perdite tra gli afgani e la coalizione”.
Il segretario della Nato ha già annunciato un aumento dei sodati dell’Alleanza. L’Italia si è prontamente allineata aumentando di 1000 unità il proprio impegno – e stanziando ulteriori 750 milioni di euro in Finanziaria. Molto di più di quanto sarà stanziato per il rifinanziamento dei già scarsi ammortizzatori sociali.
Il premio Nobel dunque non ha alcuna giustificazione. Anche l’ipotesi di un premio alle intenzioni “pacifiche” viene smentito dal discorso che Obama ha tenuto alla Nazione. L’unico Nobel per la pace oggi dovrebbe essere assegnato a chi davvero proponesse una “exit strategy” dall’Afghanistan, con il ritiro immediato dei militari e il sostegno ai democratici afgani schiacciati dall’occupazione Nato e dai fondamentalisti – siano al governo o meno. Ma non ci sarà nessun Nobel di questo tipo, tocca al movimento contro la guerra rilanciare la propria iniziativa contro le missioni di guerra italiane/Nato e contro le spese militari.
