Iran, repressione spietata e giallo su Mussavi e Karroubi
Teheran vive una violentissima repressione per le strade. Arresti indiscriminati contro giornalisti, oppositori e attivisti politici. A preoccupare di più è la sorte di Hussein Mussavi e Mahdi Karroubi, gli oppositori di Mahmud Ahmadinejad i quali, secondo l’agenzia ufficiale Irna, hanno lasciato Teheran per una città del nord dell’Iran. Ma fonti della dissidenza affermano che i due sarebbero stati condotti fuori dalla capitale dalle autorità.
Mentre la repressione delle manifestazioni va avanti senza sosta – ma per oggi, 31 dicembre dai blog della rivolta viene annunciata una nuova, grande, manifestazione – l’Alto commissario dell’Onu per i diritti umani Navi Pillay si è detta inorridita per i morti e gli arresti. «Sono scioccata per il numero di morti – ha detto Pillay -, feriti e arrestati. Le informazioni disponibili mostrano ancora una volta le eccessive azioni di violenza perpetrate dalle forze di sicurezza e dalla milizia paramilitare Basij».
Dall’Iran arrivano soltanto parole che fanno presagire nuove violenze, il presidente Mahmud Ahmadinejad ha usato parole pesanti: «È uno spettacolo che fa vomitare, ma quelli che l’hanno pianificato e quelli che vi hanno partecipato si sbagliano». Il regime iraniano accusa l’occidente indicando nell’occidente i responsabili della rivolta. «La nazione iraniana – ha detto Ahmadinejad – ha visto molte di queste mascherate: un sionista e un americano hanno ordinato la carnevalata e ne sono gli unici spettatori».
Langue invece la solidarietà internazionale. In Italia solo dichiarazioni di circostanza come quella, encomiabile, rilasciata in serata al Tg1 dal ministro agli Affari europei, Ronchi intento, con camino accesso alle spalle e Stelle di Natale in bella evidenza, a sollecitare la nuova ministra europea agli Esteri a prendere un’iniziativa.
A Milano una delegazione di Sinistra Critica è stata al Consolato dell’Iran per protestare contro la repressione del regime nei confronti delle manifestazioni democratiche, in sostegno alle iniziative degli studenti iraniani e per chiedere libertà e giustizia per le/gli iraniane/i. Una presenza con 15 rose per ricordare e onorare i morti di Teheran di questi giorni e con lancio di uova colorate contro il sangue versato dal regime teocratico.
«Noi che in questi giorni ricordiamo il massacro israeliano a Gaza dello scorso anno – ha dichiarato il portavoce di Sinistra Critica, Piero Maestri – che sosteniamo il movimento saharawi, che lottiamo per la fine della presenza militare della Nato in Iraq e in Afghanistan, siamo senza nessun dubbio dalla parte delle iraniane e degli iraniani che lottano per democrazia, libertà e giustizia e contro un regime che non può permettersi di parlare a favore di alcun popolo oppresso, visto che sottopone il suo stesso popolo ad un’oppressione intollerabile».
