Bonino-Rifondazione, c’è l’accordo
Sarà annunciato domani, venerdì 5 febbraio, l’accordo elettorale raggiunto tra Rifondazione comunista, e la Federazione della sinistra, e la candidata alla presidenza del Lazio, Emma Bonino. Un accordo che non prevede l’ingresso al governo del Prc ma che comunque ipotizza l’indicazione di un suo candidato per il listino del presidente. E Rifondazione pensa per questa designazione a una figura emblematica del mondo del lavoro, come Dante De Angelis, il ferroviere licenziato dalle Fs con ingiustificato motivo e reintegrato dai giudici al suo posto di lavoro.
L’accordo è fatto soprattutto, come ci spiega il commissario della Federazione romana del Prc, Alfio Nicotra, «a causa della legge elettorale a turno unico» e serve a «contrastare una destra insidiosa, pericolosa che, non a caso, inaugura la propria campagna elettorale a Fondi», comune laziale infiltrato dalla mafia e che il governo non vuole decidersi a commissariare. Dunque un’alleanza pensata “contro” ma che contiene anche alcuni “per”. Nicotra ne cita quattro: «Ci unisce a Bonino l’anima libertaria ma anche la sua figura, trasparente, onesta e, ancora, il fatto che non è legata e non fa parte di poteri o potentati economici. Il quarto motivo positivo è la battaglia ambientalista con le sue posizioni antinucleariste e un impegno a rivisitare la politica di incenerimento».
Ma Nicotra non può nascondere il livello di sofferenza che provocano le posizioni liberiste di Bonino in tema di politiche sociali e del lavoro. «C’è una sofferenza evidente e ci incaricheremo di vigilare che questo accordo non spiani la strada a politiche liberiste».
Rifondazione comunque non sarà presente nel governo della Regione qualora Bonino vincesse: «Non ci sono le condizioni e i rapporti di forza che lo consentono». Per quanto riguarda il dibattito interno al Prc è chiaro che questa scelta provocherà delle forti obiezioni «è inutile negare le difficoltà del mondo della sinistra più politicizzata» ma in fondo, osserva ancora Nicotra «non vedo poi così grandi differenze tra Bonino e, ad esempio, Burlando in Liguria». E in effetti l’osservazione è corretta: il problema di fondo è proprio il Pd che costituisce il nerbo delle alleanze per le regionali e il cuore dei futuri governi. Certo, nel Lazio questo nerbo si veste del volto “trasparente” di Emma Bonino ma anche di idee di liberismo insidioso che hanno comunque trovato altri esponenti nel Partito democratico laziale, compreso l’ex presidente Marrazzo. Anche per questo, Rifondazione cercherà di tutelarsi tramite una candidatura simbolicamente efficace nel listino. «Qualcuno che è stato reintegrato sul posto di lavoro grazie all’articolo 18». Circola il nome di Dante De Angelis, ma non è sicuro che l’interessato sia disposto ad accettare.
