Emergency sveglia il governo
La Lega si è accorta davvero che nel patto con Berlusconi può spuntare un significativo potere, politico ma anche economico. E così Bossi ha annunciato “urbi et orbi” la sua intenzione di mettere le mani sulle banche. Almeno, l’intenzione è pubblica. Ma c’è molta differenza con chi le banche le rapina?
Intanto a Torino si adeguano da soli e la Compagni di San Paolo – principale fondazione azionista di IntesaSanPaolo – scarica Enrico Salza per designare, al suo posto e alla presidenza del Consiglio di gestione della banca di Bazoli e Passera, l’ex ministro del Tesoro del governo Berlusconi, e grande amico di Tremonti, a sua volta il vero leader cui pensa la Lega, Domenico Siniscalco.
Il governo italiano invece sembra essersi accorto che su Emergency il governo di Kharzai li sta prendendo in giro e che punta ad alzare il prezzo di un qualche possibile scambio.
In una lettera aperta a Repubblica Gino Strada spiega invece quale sia la vera missione dell’associazione che sabato prossimo organizza una manifestazione a Roma in piazza Navona
Mentre su il Fatto quotidiano, Marco Politi nota giustamente che la Chiesa ha perso la testa, Repubblica ha un’intervista al cardinal Ruini che difende le scelte del Papa ma anche una lettera del teologo dissidente Hans Kung che nota come Ratzinger abbia “fallito”.
Intanto la Bce lancia l’allarme disoccupazione (allora la crisi non è finita) e il Sole 24 Ore scopre che la Grecia non ha risolto alcun problema.
Ma la notizia più allarmante è la notizia sulla prossima vittima della crisi: per i mercati è la Spagna.
L’Unità scopre che l’Ici sta per tornare sotto forma di tassa mascherata.
Infine, Calciopoli. Moggi è riuscito a rilanciare il processo e, come rileva il Corriere della Sera, si comporta come Craxi: si. certo, chiamavo gli arbitri ma lo facevano tutti.
