G20, tutti arrestati
A conclusione dei lavori dei vertici G8 e G20 il maggiore risultato ottenuto è sicuramente quello del numero degli arresti. Circa 400 i manifestanti fermati e trattenuti durante le proteste che hanno accompagnato il meeting internazionale.
Alla calma e alla sostanziale inutilità delle discussioni al vertice durante le quali – come era prevedibile – i “grandi” si sono accordati su finanziamenti agli istituti bancari e sull’indifferenza rispetto al clima, ha fatto fa contraltare una Toronto attraversata per giorni da cortei, azioni, manifestazioni.
Una città completamente militarizzata, invasa oltre che dai dimostranti anche dalle forze di polizia che, come vediamo dalle immagini riprese da un manifestante, non sono affatto incolpevoli degli svariati “incidenti” occorsi durante i cortei. Se è vero che non sono mancati scontri e atti di guerriglia verso i simboli del potere e dell’economia globale, è anche vero che l’atteggiamento delle forze dell’ordine è stato da piu’ parti etichettato come provocatorio soprattutto negli episodi che hanno coinvolto i passanti “civili”, e i gruppi dichiaratamente non violenti nelle manifestazioni. Come ha spiegato l’autore del video collegato a questo articolo, “sembrava che la polizia arrestasse per fare numero”. E infatti il numero è arrivato a 400.
Intanto i paesi del G20 si impegnano nel comunicato finale a dimezzare entro il 2013 i loro deficit. Come hanno intenzione di farlo, non è imperscrutabile: sicuramente non saranno istituti finanziari e bancari ad aiutare i bilanci dei paesi a rientrare negli standard considerati accettabili. Il peso verrà ancora una volta scaricato sulle classi sociali più deboli attraverso tagli al servizio pubblico, licenziamenti e delocalizzazioni da parte delle aziende private sostenute dai governi, tagli alle pensioni e agli stipendi nei settori pubblici, precarizzazione, come è già successo in Grecia che proprio ieri, giorno di sciopero generale, ha visto nuove grandi manifestazioni con tentativi di assalto al Parlamento, respinti dalla polizia con lanci di lacrimogeni e scontri in piazza.
