Gaza ricorda l’inizio della sanguinosa invasione israeliana. Al Cairo il governo blocca i pacifisti negli alberghi
Su richiesta dei dirigenti di Hamas, che governano la striscia di Gaza, gli abitanti hanno osservato un minuto di raccoglimento e hanno così ricordato le circa 1.400 vittime (1.200, secondo le stime israeliane) registrate nel corso dell’invasione. I nomi di ogni ucciso sono stati esposti nella piazza antistante il parlamento. Negli interventi pubblici i dirigenti di Hamas hanno sostenuto a più riprese che Israele non è riuscito a conseguire gli obiettivi che si era prefisso alla vigilia della operazione, seguita ai lanci di razzi da Gaza verso il Neghev. «La striscia di Gaza – ha rilevato il capo dell’esecutivo di Hamas, Ismail Haniyeh, è ancora forte, Israele non è riuscito a sconfiggerci». Mentre gli abitanti della Striscia sono ancora impegnati nella ricostruzione degli edifici distrutti o danneggiati la leadership di Gaza conduce ancora trattative indirette con Israele per uno scambio di prigionieri che, se realizzato, rappresenterebbe il maggiore successo politico per Hamas negli ultimi due anni. «Ancora un accordo non c’è e non so se ci sarà » ha detto oggi a Gerusalemme il premier israeliano Benyamin Netanyahu, mentre a Damasco Hamas prosegue le consultazioni sullo scambio fra Ghilad Shalit – il caporale israeliano prigioniero dal 2006 – e centinaia di palestinesi detenuti in Israele per aver partecipato ad attentati.
Intanto, nel pomeriggio di domenica, le forze di sicurezza egiziane hanno trattenuto un gruppo di 30 attivisti nei loro hotel di el Arish mentre si stavano preparando a partire per Gaza, mettendoli agli arresti domiciliari. I delegati – tutti partecipanti della Gaza Freedom March, composta da 1.300 persone – erano cittadini spagnoli, francesi, inglesi, statunitensi e giapponesi. Le forze di sicurezza egiziane hanno poi finalmente ceduto, permettendo alla maggior parte dei manifestanti di lasciare gli alberghi, ma senza consentire loro di lasciare la città. Quando due giovani delegati – un francese e una donna giapponese – hanno tentato di lasciare el Arish, le autorità egiziane hanno fermato i loro taxi facendogli scaricare i bagagli.Un altro gruppo composto da otto persone, di cui facevano parte statunitensi, inglesi, spagnoli, giapponesi e greci, sono stati trattenuti invece alla stazione dei pullman di el Arish nel pomeriggio del 27 dicembre. Alle 15.30 circa non erano ancora stati rilasciati.
Contemporaneamente, la polizia egiziana ha interrotto la commemorazione dell’invasione israeliana “Piombo Fuso” di Gaza organizzata dai partecipanti alla Gaza Freedom March presso il ponte di Kasr al Nil, uno dei principali collegamenti tra la Zamalek Island, al centro del fiume Nilo, e la città del Cairo. I partecipanti alla Gaza Freedom March stanno continuando a sollecitare il governo egiziano perché consenta loro di raggiungere Gaza. I manifestanti si sono recati presso la Lega Araba, chiedendo supporto, presso diverse ambasciate straniere e il Palazzo Presidenziale, per portare un appello rivolto al presidente Mubarak. Hanno inoltre rivolto un appello a tutti i loro sostenitori nel mondo perché contattassero le ambasciate egiziane sollecitandole a lasciare liberi i manifestanti, consentendo loro di arrivare a Gaza.
