I coltivatori occupano la Parmalat. A Pistoia il vescovo dice messa nell’azienda occupata
Occupato dagli allevatori della Coldiretti, provenienti da diverse regioni, lo stabilimento della Parmalat di Collecchio, in provincia di Parma, dal quale partono le forniture per tutta Italia. Lo rende noto la Coldiretti sottolineando che la manifestazione ha l’obiettivo di «denunciare che il latte fresco viene pagato in media dai consumatori 1,35 euro al litro con un ricarico di quattro volte e mezzo (+350 per cento) rispetto ai 30 centesimi riconosciuti in media alla stalla». La mobilitazione, aggiunge la Coldiretti, «è stata avviata dopo la rottura delle trattative sul prezzo del latte alla stalla pagato agli allevatori dagli industriali». «Il prezzo alla stalla -ha sottolineato la Coldiretti- ha raggiunto valori che non coprono i costi di produzione e stanno mettendo a rischio stalle, mucche e lavoro che hanno garantito all’Italia fino ad ora il primato mondiale nella produzione formaggi tipici con il record di 35 riconoscimenti a livello comunitario». «A rischio -sottolinea la Coldiretti- ci sono 43 mila stalle con quasi 2 milioni di mucche e circa 200 mila occupati che producono un valore di oltre 22 miliardi di euro che rappresenta la voce più importante dell’agroalimentare italiano». «Se le difficoltà sui prezzi sono diffuse in tutta Europa, l’Italia è però -precisa la Coldiretti- l’unico paese produttore comunitario in cui il crollo dei prezzi riconosciuti agli allevatori si è verificato nonostante una sostanziale tenuta dei consumi e l’insufficiente produzione nazionale che arriva a coprire appena il 60 per cento del fabbisogno».
Napoli, operai della pasta Russo occupano Comune di Cicciano
Una sessantina di operai del pastificio Russo di Cicciano (Napoli), hanno occupato il municipio per protestare contro la paventata ipotesi di chiusura dell’opificio. I lavoratori sono entrati in Comune non appena i dipendenti hanno aperto il portone, ed hanno impedito l’accesso agli impiegati, lasciando entrare solo il sindaco Giuseppe Caccavale, con il quale stanno intavolando un dialogo per cercare una soluzione al problema. Al momento il pastificio è in fallimento, ed il curatore fallimentare ha fatto sapere che nessun imprenditore si è fatto avanti per acquisire la fabbrica, nonostante i continui appelli anche da parte dell’amministrazione comunale.
Pistoia, il vescovo dice messa al’Answers occupata
Il vescovo di Pistoia mons. Mansueto Bianchi celebrerà la messa di Natale nel call center della Answers, l’azienda pistoiese occupata dai lavoratori che da tempo non ricevono più lo stipendio. La messa sarà celebrata domenica alle 11. Il vescovo torna così, dopo un mese, nella grande azienda dove i 560 lavoratori hanno perso il posto di lavoro e lo fa, sottolinea una nota della diocesi «per sottolineare la vicinanza della comunità ecclesiale alle vicende di tanti lavoratori che in questa e in altre fabbriche vedono a rischio la loro attività».
Fiat Pomigliano, precari ancora nel municipio
Altra nottata nell’aula consiliare del comune per i precari della Fiat auto di Pomigliano d’Arco (Napoli), che ieri sera sono anche saliti sul tetto del municipio per protestare contro il mancato rinnovo dei contratti (circa un centinaio) in scadenza tra dicembre e marzo. Questa mattina, intanto, altri gruppi di lavoratori hanno effettuato picchetti davanti allo stabilimento automobilistico, che è quindi rimasto chiuso anche per l’ultima delle cinque giornate di lavoro che erano state programmate dal Lingotto. I manifestanti sono scesi dal tetto solo a tarda notte a causa della pioggia, per rientrare nell’aula consiliare occupata mercoledì sera. Gli operai sono in cassa integrazione straordinaria dallo scorso 16 novembre. Ieri le proteste si sono accese ancor più quando è giunta la comunicazione di un recupero produttivo per lunedì 21 e martedì 22 dicembre: in quest’ultima data, sottolineano i lavoratori, le tute blu avrebbero effettuato una manifestazione a Roma in occasione del tavolo tra Governo, Fiat e sindacati.
Istat, fatturato delle industrie in forte calo
Il fatturato corretto per gli effetti del calendario è diminuito ad ottobre, in un anno, del 18,7% per i beni intermedi, del 18,5% per l’energia, del 18,2% per i beni strumentali e del 7,8% per i beni di consumo (-16,7% per quelli durevoli e -5,9% quelli non durevoli). In ottobre nel confronto con lo stesso mese del 2008 il fatturato corretto per gli effetti di calendario ha segnato, in particolare, un aumento nel settore della produzione di prodotti farmaceutici (+0,6%) mentre si sono registrate contrazioni significative nella metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (-29%) nella fabbricazione di macchinari (-24,4%) e nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-18,7%). Le variazioni negative più marcate dell’indice grezzo degli ordinativi hanno riguardato la metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (-29,4%), la fabbricazione di macchine e attrezzature (-22,5%) e la fabbricazione di prodotti chimici (-17,9%).
Evasione fiscale, scoperti dalla GdF 30 miliardi di redditi non dichiarati
La Guardia di Finanza ha scoperto quest’anno redditi non dichiarati per 30 miliardi di euro e iva evasa per 5 miliardi: individuati oltre 8 mila tra evasori totali e paratotali.
