I precari Ispra chiudono la vertenza e scendono dal tetto
Alle 14 sono scesi dal tetto i precari dell’Ispra dopo 57 giorni di protesta nella sede dell’istituto nella borgata romana di Casalotti. Una lotta senza interruzioni, neppure la notte di Natale. Poi c’è voluta una lunga assemblea per sciogliere la riserva. «Diciamo che abbiamo confermato la firma al protocollo d’intesa. Abbiamo deciso d’accordo con il sindacato Usi Rdb – spiega al megafonoquotidiano, Michela Mannozzi, rappresentante dei precari – di togliere la riserva alla firma apposta sull’accordo raggiunto stanotte. Il protocollo per noi rappresenta la vittoria della battaglia, senza la protesta sul tetto ci sarebbe stato un massacro di precari come accaduto a giugno. Dobbiamo riconoscere l’impegno significativo del ministro Prestigiacomo, cui va dato atto di aver “addolcito” e ridimensionato il comportamento della struttura commissariale. Voglio specificare che il tetto è sì smobilitato, ma restiamo vigili perché il protocollo sottoscritto va poi attuato».
Per quanto riguarda il Protocollo d’intesa, sono nove i punti che compongono l’accordo. Tra questi il «rinnovo di tutti i contratti a tempo determinato senza soluzione di continuità» nell’ambito della disponibilità economica, motivato dall’incremento imprevisto delle richieste di pensionamento del personale di ruolo«; l’impegno a »continuare ad avvalersi delle collaborazioni coordinate e continuative e degli assegni di ricerca attivi al 31 dicembre 2009 fino al 31 dicembre 2010«, fatte salve necessità relative ai progetti; l’impegno ad attivare ulteriori bandi per collaborazioni coordinate e continuative e per assegni di ricerca attivati dopo la data dell’accordo; concorsi pubblici a tempo determinato e indeterminato che saranno banditi nel triennio 2010-2012. A rischio, oltre i 200 lavoratori che avevano già terminato il rapporto con l’Ispra, erano altri 250 precari.
«Alcuni punti sono stati esplicitati molto bene – continua Mannozzi, 36 anni e una laurea in scienze ambientali – altri sono meno chiari ma l’orientamento dei tecnici del ministero sembra tranquillizzare i lavoratori». Rinnovo, bandi e concorso: questi i tre punti della piattaforma del tetto. La riserva era data anche dal fatto che la rappresentanza di base, prima di confermare la firma su un accordo, la sottopone ai lavoratori. «Saremo protagonisti della sua attuazione – avverte la lavoratrice – l’esperienza del tetto sarà utile nei tavoli sindacali e per il funzionamento di un istituto pubblico che funzioni davvero».
E’ stata una giornata concitata, dopo una trattativa finita a mezzanotte e una preassemblea sul tetto subito dopo. Ma già domani a mezzogiorno i precari Ispra terranno una conferenza stampa nella sede delle Rdb, nel pomeriggio ci sarà un incontro a Eutelia, vertenza parallela, «speriamo di costruire qualcosa insieme con loro, Alcoa, il mondo della scuola», dice Mannozzi. E sabato quelli del tetto dell’Ispra interverranno alla riunione nazionale per delegati rappresentanti di tutti i coordinamenti e comitati di lotta nati in tutto il paese. L’appuntamento è per le 11 alla Casa del Popolo “Trionfale” di Piazzale degli eroi 9 (fermata Metro A Cipro). L’incontro è stato convocato dal Coordinamenti dei Lavoratori del Piceno (Manuli – Maflow – IKK – Cartiera Alstrom- PAL Italia – Bentel – Itac – Prisman – Deatec) e dal Coordinamento Lavoratori Uniti Contro la Crisi di Milano (Marcegaglia Buildtech – Maflow – OMNIA Service – Lares – Metalli Preziosi – Bitron). Tra le adesioni già arrivate quelle di coordinamenti analoghi del Friuli, di Livorno Bergamo, Cassino, Pistoia, Pomigliano, Torino, Fabriano, Genova, Sardegna e Termoli. (Info: Ascoli: 3494103507 Andrea
Milano: 3494906191 Massimiliano)
