Lo scontato successo Pd in Toscana
Tutto come previsto alle regionali toscane. Enrico Rossi del centro-sinistra vince senza problemi con il 60% dei voti, sconfiggendo una Monica Faenzi del PdL mai realmente in gara, la quale si è fermata al 34% dei voti, dovendo rinunciare pure al 5% dei voti dell’UdC presentatosi da solo.Nella coalizione di Rossi è in lieve calo il PD che si ferma al 42 %, contro il 46% di ‘Uniti nell’Ulivo’ del 2005; i risultati più clamorosi sono la crescita dell’Italia dei Valori che supera il 9% (cinque anni fa era praticamente assente) e l’avanzata della Lega Nord, che raggiunge il 6,5% (raddoppiando la propria percentuale in meno di un anno).
La “sinistra” ha tutto sommato tenuto il colpo: la Federazione della Sinistra, che si presentava “ospitando” in lista anche i Verdi, ottiene il 5,3% eleggendo nel complesso 3 consiglieri regionali (uno del PRC, uno del PdCI ed un verde), realizzando quello che nella catastrofe nazionale della stessa FdS è il secondo miglior risultato in Italia (dopo l’Umbria).
SEL invece ottiene il 3,8% che però non basta ad eleggere alcun consigliere a causa dello sbarramento posto al 4%. Rispetto alle Europee 2009 possiamo notare che le due liste di sinistra confermano nella sostanza le stesse percentuali (SEL era al 3,5% e la FdS al 5,1%), mentre cresce di 4 punti il PD, forse anche per l’effetto traino del candidato Presidente. In crescita rispetto alle Europee è anche l’IdV (che era al 6,8%) come pure la Lega Nord (che era al 4,3% ed aumenta oggi del 50% il proprio risultato percentuale), in questo caso possiamo notare però che ciò corrisponde all’indebolimento del PdL che è calato dal 31 % di un anno fa al 27% di oggi, comportando quindi uno spostamento verso il populismo dell’elettorato di destra.
Ciò che risalta agli occhi è comunque che l’intera sinistra di governo (che fra l’altro ha perso circa la metà dei consensi rispetto a 5 anni fa) non è stata determinante per la vittoria del candidato Rossi, il quale è stato appoggiato dai poteri forti della regione anche dopo la dichiarazione dello stesso Rossi di volere come sua vicepresidente Stella Targetti, giovane imprenditrice di Confindustria. Anche gli intenti programmatici della coalizione di Rossi non fanno ben sperare per chi vuole un’alternativa di sinistra: è chiara da tempo infatti la sua volontà di voler insistere nell’incenerimento dei rifiuti, nella costruzione di un rigassificatore al largo di Livorno e di essere disposto ad ospitare un CIE.
Contro tutte queste scelte sarebbe stata necessaria una lista alternativa, di movimento, che si opponesse senza sconti anche sul piano elettorale oltre nell’opposizione sociale di ogni giorno; purtroppo una legge elettorale antidemocratica (votata in modo bipartisan) che richiede ben 12.000 firme per presentare una lista ha impedito tutto questo (e ad esempio a “Perunaltratoscana,” che aveva lanciato un appello in tal senso nello scorso gennaio non si è potuta presentare). Di certo chi vuole un’alternativa alle politiche del centrosinistra locale, che sempre più spesso insegue la destra su molteplici terreni, dovrà in questi cinque anni fare a meno di una qualsiasi presenza istituzionale, comprendereche anche in Toscana non ci sono “governi amici” ed attrezzarsi per un’opposizione sociale che riparta dal basso.
