Lo Stato uccide: in piazza a Livorno contro la violenza e l’omertà
L’appuntamento è a Livorno tra meno di dieci giorni, il 16 gennaio, per una manifestazione nazionale che porti in piazza le storie di uno “Stato che uccide”. L’appello parte da Maria Ciuffi, la mamma di Marcello Lonzi, ucciso nel carcere toscano nel luglio 2003. La versione ufficiale disse che si trattò di arresto cardiocircolatorio ma i segni sul corpo del ventinovenne che aveva già scontato la metà degli otto mesi di condanna, urlavano tutt’altra storia. E da più di sei anni Maria aspetta che la Procura di Livorno riapra un’inchiesta finora strabica (infatti sono indagati un agente penitenziario per omessa custodia e un compagno di cella per l’omicidio!).
Raccontare le storie, evitare che si spengano i riflettori sui casi ancora aperti, trovare parole d’ordine condivise per bloccare la lista degli omicidi impuniti in prigione come nelle caserme o nelle piazze: sono esigenze diffuse tra i comitati e tra le reti che si battono contro la repressione. La procura di Livorno dovrà pronunciarsi a breve sulla riapertura dell’inchiesta in una stagione che ha registrato un inedito interesse di stampa per le morti di Stefano Cucchi e di Uzoma Emeka, il “negro” che vide il pestaggio di un altro detenuto nel carcere di Teramo. Hanno confermato la presenza, oltre a Maria Ciuffi, Haidi Giuliani, Patrizia Aldrovandi, Ornella Gemini la mamma di Niki Aprile Gatti, i familiari di Aldo Bianzino, di Cucchi, la sorella di Iaio, Maria Iannucci che, insieme, lanciano l’appello ad altri familiari e altri comitati. Concentramento, per quel giorno, alle 10 in Piazza della Repubblica a Livorno
Apriranno il corteo alcune mamme dei giovani assassinati. Non sono gradite bandiere di partito né passerelle di personaggi politici.
