Sinistra e Libertà prova a rinascere e si affida al “caso Vendola”
Conferenza stampa di presentazione dell’Assemblea nazionale di Sinistra e libertà, convocata a Roma per sabato e domenica prossimi, presso il Centro congressi Michelangelo. E’ l’occasione per Nichi Vendola per chiarire cosa sta accadendo in Puglia in vista delle elezioni regionali: «Io sono il candidato della coalizione alternativa alla destra. Questo dato puo’ essere mutato solo con il metodo delle primarie. Se si ritiene che serva un altro candidato, allora bisogna ricorrere alle primarie».
Il leader di Sinistra e libertà, governatore uscente della Puglia, lancia la sfida soprattutto al Pd che gli aveva chiesto di fare un passo indietro: «Io voglio vincere e avvierò da subito la campagna elettorale. Il problema non è il rapporto con i moderati: tra chi mi ha appoggiato in passato c’erano due liste nate dal fianco del centrodestra. Eppoi valgono i contenuti della nostra esperienza di governo in Puglia: è su quelli che occorre esprimersi».
Ma non ci saranno pregiudiziali di programma da parte dell’Udc, che pare aver convinto il Pd nel mettere da parte Vendola? «Se ci si riferisce al problema della privatizzazione dell’acquedotto, io sono contro la mercificazione dell’acqua. Su questo punto la penso come il Papa. E con me è d’accordo in Puglia la maggioranza del mondo cattolico», e’ la risposta.
Il governatore della Puglia non si limita a difendersi dagli attacchi, lancia pure un avvertimento: «Se qualcuno vuole prefigurare una sconfitta e metterla a carico mio, si sbaglia di grosso perchè questa ipotesi non corrisponde alla realtà della Puglia. Riscontro intorno a me affetto popolare e non sono affatto assediato politicamente. C’è riconoscimento per quello che abbiamo fatto».
Che ci sia però un problema più generale di rapporti con il Pd e il centrosinistra lo segnala anche Claudio Fava, ex parlamentare europeo:
«Le coalizioni di centrosinistra sono un perimetro o un progetto? Occorre un chiarimento, perché non solo si vuole scaricare Vendola in Puglia ma il Pd punta a caricarsi Raffaele Lombardo, il governatore della Sicilia che ha avuto il sostegno del sottosegretario Gianfranco Micchiché e di Marcello Dell’Utri avendo la costruzione del ponte sullo Stretto al centro del proprio programma».
Quindi Sinistra e libertà, che chiama a Roma sabato e domenica prossimi 1200 delegati in rappresentanza di 25 mila iscritti, non si presenta come un docile alleato del Pd e del centrosinistra. «L’agenda politica non la possono dettare Casini e l’Udc. Non si costruiscono così le coalizioni», avverte Gennaro Migliore, ex capogruppo di Rifondazione alla Camera.
Paolo Cento, ex deputato dei Verdi, annuncia che i delegati si riuniranno in gruppi di lavoro su economia e rapporti sociali, beni comuni, questioni internazionali, democrazia e laicità. La relazione sarà affidata a Fava, le conclusioni a Vendola. Non verra’ eletto nessun portavoce.
Per il congresso fondativo del nuovo partito l’appuntamento è a giugno, dopo l’esito delle elezioni regionali di cui la vicenda della Puglia è per Sinistra e libertà un caso dirimente.
