Università, occupazioni contro il ddl Gelmini
Salerno, Pisa, Pavia, Palermo, Roma. Si moltiplicano le occupazioni degli atenei contro la riforma Gelmini in via d’approvazione in Parlamento. Ricercatori e studenti sono saliti sul tetto del rettorato dell’Università di Salerno. Mobilitazione generale a Pisa, dove l’attività didattica è stata completamente sospesa, su indicazione del Senato accademico, per consentire la massima partecipazione possibile all’assemblea di ateneo. A Pavia gli studenti dell’Udu, i dottorandi e ricercatori hanno occupato il rettorato, con i caschetti gialli, per chiedere un colloquio con il rettore. Anche la facoltà di Lettere di Palermo è stata occupata al termine di un’assemblea straordinaria degli studenti. Alla facoltà di Architettura della Sapienza di Roma alcuni studenti dell’Udu, ricercatori della “Rete 29 aprile” e del gruppo “Ricercatori precari” sono da poco saliti sul tetto in piazza Borghese. “Intendiamo rimanerci ad oltranza – annunciano – finché non verrà accantonato l’iter parlamentare della riforma Gelmini”.
Anche le facoltà di Fisica e Ingegneria della Sapienza di Roma sono appena state occupate dagli studenti, al termine di una mattinata di assemblee contro la riforma Gelmini. “Abbiamo occupato – spiega all’Ansa uno studente di Fisica – in concomitanza del passaggio del ddl Gelmini alla Camera. C’è bisogno di una forte presa di posizione da parte dell’università contro il costante attacco all’istruzione pubblica. Gli studenti della Sapienza questa mattina si sono presi le loro responsabilità occupando, ora aspettiamo che rettori e presidi facciano sentire la propria voce”.
La nuova protesta nazionale è fissata per mercoledì 24 novembre alle ore 10 davanti a Montecitorio, in concomitanza con il voto in aula. Ci saranno i ricercatori, i docenti e gli studenti per circa 20 sigle in totale. “Questo progetto di legge – è scritto in una nota unitaria – non ha nulla a che vedere con la riforma della quale l’università italiana ha urgente bisogno, ma rappresenta un’epocale operazione di smantellamento del nostro sistema universitario pubblico che, qualora portata a compimento, cancellerebbe per sempre il diritto allo studio, la libertà di ricerca e di insegnamento e la dignità del lavoro negli atenei italiani”.
Intanto si apprende che i finiani di Futuro e libertà non voteranno contro la riforma dell’Università in esame alla Camera. Lo dice, a margine dei lavori parlamentari, Fabio Granata, spiegando che sui punti sollevati dal suo partito ci sarebbero state rassicurazioni da parte del ministro Gelmini. “Il voto finale – ha dettato alle agenzie – sarà o l’astensione o il voto favorevole. Comunque non sarà un voto negativo”. Insomma, per la riforma il cammino ormai sarebbe in discesa.
“Un testo addirittura peggiorato rispetto a quello uscito dal Senato, che si abbatterà sul sistema universitario con effetti devastanti”: Così afferma in una nota la segreteria nazionale della Cgil. Il sindacato chiede “un atto di responsabilità: il ritiro del testo e l’avvio di una discussione sulle vere priorità di cui l’Università ha bisogno”. Secondo la Cgil il testo contiene “effetti devastanti” sia sotto il profilo finanziario sia dal punto di vista delle regole di funzionamento dell’istituzione. “Pieno sostegno” alle occupazioni degli atenei e delle scuole arriva dalla Flc. “La scelta dei ricercatori universitari di occupare i tetti delle facoltà – afferma il segretario di categoria Mimmo Pantaleo – dimostra che anche il patetico bluff dei concorsi elemosina non è servito a spaccare il movimento”.
