Descrizione
L’economia femminista non è un’altra branca dell’economia politica, ma è un modo radicalmente diverso di intendere il mondo. Mette in discussione categorie, metodologie e valori dell’economia dominante, contestando la presunta neutralità di una disciplina che favorisce l’accumulo di risorse e potere intorno a un unico soggetto: uomo, borghese, bianco, adulto, sano ed eterosessuale.
L’economia capitalista riduce il concetto di valore a quello di prezzo, eliminando dal campo dell’analisi tutto ciò che non si compra e non si vende. In questo modo la vulnerabilità delle persone, e la conseguente necessità di cura reciproca, scompare. Del resto rendere invisibile l’interdipendenza, subordinare l’affettività all’egoismo individuale e la cooperazione alla competizione sono caratteristiche essenziali delle società patriarcali e di quelle capitalistiche.
Questo testo propone di analizzare i sistemi economici come reti di interdipendenza e non come semplici spazi di libero scambio in cui ci si muove in base al proprio interesse individuale. Rende visibili le vulnerabilità delle persone e dell’ambiente e pone al centro dell’attenzione della teoria economica le principali questioni sollevate dal femminismo: le disuguaglianze di genere, la divisione sessuale del lavoro, la svalutazione del lavoro di cura.
La sopravvivenza del sistema economico, oltre che della vita stessa delle persone, dipende infatti da un lavoro di riproduzione sociale a cui non viene conferito alcun valore, mettendo così in radicale conflitto il capitale e la vita. Un conflitto che va affrontato con pratiche di sovversione femminista dell’economia.
«L’economia femminista è un esempio della forza del femminismo. Il femminismo ha dato alle donne così tanto coraggio, così tanta fiducia nella loro esperienza e nella giustizia della loro lotta da portarle a tentare l’assalto al cielo: l’assalto all’economia, che è, tra tutte le discipline, la più vicina alle strutture di potere che dominano la nostra società».
Silvia Federici
«È importante stabilire un dialogo fra saperi, un confronto tra pari con donne che stanno sviluppando o praticando l’economia nei movimenti femministi in diverse aree del mondo: le alleanze tra queste prospettive di pensiero e azione politica sono l’unica via possibile per andare verso un mondo più vivibile».
Marcella Corsi






