10 libri 100 euro. Il mutuo aiuto per il 2021
L’11 marzo 2020, quando il governo ha decretato il lockdown totale del paese e ha, tra l’altro, chiuso le librerie, ci è subito stato chiaro che a rischiare di più la sopravvivenza nel mercato del libro sarebbero stati editori e librerie indipendenti, schiacciati dallo strapotere di Amazon. Abbiamo abbassato la saracinesca della nostra libreria, visto saltare la fiera Book Pride a Milano e Genova, il Salone del libro di Torino, Più libri più liberi a Roma e andare in fumo centinaia di presentazioni dei nostri libri e della nostra rivista: momenti importanti di vendita, e anche linfa vitale di discussione dal vivo per un lavoro culturale militante come il nostro. Siamo stati costretti a 4 mesi di cassa integrazione a rotazione tra i dipendenti della nostra cooperativa e, come se non bastasse, l’11 settembre – sei mesi dopo l’inizio del lockdown – un furto nella nostra libreria e sede della redazione ci ha procurato danni per 10mila euro.
Il 2021 inizia ancora in piena pandemia, con la crisi economica che avanza e la prospettiva di ulteriori mesi difficili in cui salteranno altre fiere, festival e presentazioni. Eppure noi ci sentiamo più forti dell’anno scorso.
Nel 2020, infatti, non si è smesso di lottare: dal grande movimento Black lives matter ai movimenti sociali cileni che sono riusciti a spazzar via la Costituzione di Pinochet, passando per la marea femminista che ha ottenuto finalmente il diritto all’aborto in Polonia e Argentina. È stato anche l’anno della sconfitta di Donald Trump. In Italia c’è stata l’esplosione del mutualismo, pratica di ricostruzione di solidarietà e iniziativa politica a sinistra su cui insistiamo da tempo. E se come Alegre ci sentiamo più forti è proprio perché, nonostante tutto, nel 2020 non ci siamo sentiti soli.
La campagna Adotta una libreria di marzo e aprile non ci ha solo aiutato finanziariamente più dei ristori del governo, ma ci ha permesso di stringere le maglie dei rapporti solidali con decine di librerie sul territorio nazionale, con lettori e lettrici, autori e autrici, collettivi militanti, recensori dei nostri libri, abitanti del quartiere in cui ci troviamo e altri editori indipendenti: tutti soggetti di cui abbiamo sentito la solidarietà concreta con il crowdfunding lanciato dopo il furto che ha avuto un successo oltre ogni aspettativa. Il 2020 si è chiuso con in cantiere nuovi progetti di mutuo aiuto tra librerie indipendenti romane e con la nascita della piattaforma Bookdealer, a cui abbiamo subito aderito, contraltare indipendente ad Amazon che nel frattempo si è accaparrata del 45% del mercato complessivo del libro.
Grazie a tutto questo, insieme alla conquista formale e sostanziale del libro come «bene essenziale» con le librerie aperte anche in zona rossa, l’anno si chiude registrando la tenuta e in molti casi addirittura la crescita del fatturato delle librerie indipendenti italiane. Il dominio di Amazon per ora ha danneggiato soprattutto le grandi catene, i «supermercati del libro» rimasti in mezzo al guado tra i mega store online e chi fa un vero e proprio lavoro culturale attento alla bibliodiversità e al radicamento territoriale. Ma per confermare nel 2021 questo risultato ci sarà bisogno della stessa mobilitazione vista quest’anno.
Per la nostra produzione editoriale, simbolo del 2020 è stato il piccolo grande libro di D. Hunter, Chav, pubblicato nella collana working class. Un libro che nel Regno unito non aveva trovato editore e che in Italia doveva uscire il 12 marzo e ha invece sbattuto contro le porte chiuse delle librerie. Eppure, senza lancio in libreria e senza poter far venire l’autore in Italia, iniziamo il 2021 andando in ristampa con un libro che ha colpito e fatto discutere fino a esser nominato sulla rivista Internazionale tra i migliori libri dell’anno. Abbiamo poi pubblicato Marx nei margini, a cura di Miguel Mellino e Andrea Ruben Pomella, nell’anno di Black Lives Matter, e Fútbol. Una storia sociale del calcio argentino di Osvaldo Bayer nell’anno della scomparsa di Diego Armando Maradona. Abbiamo arricchito il nostro filone ambientalista con il nuovo saggio di Daniel Tanuro, È troppo tardi per essere pessimisti, e con l’esperimento narrativo del collettivo Moira dal Sito, Quando qui sarà tornato il mare, mentre la collana Feminist si è allargata al transfemminismo con il libro Tra le rose e le viole di Porpora Marcasciano. È andato poi avanti il percorso della collana Quinto tipo diretta da Wu Ming 1 con Stradario Hip-hop di Nexus e La farina dei partigiani di Piero Purich e Andrea Marini. Siamo infine orgogliosi di aver pubblicato il racconto collettivo della vita di Lidia Franceschi, madre di Roberto, con il libro Perché non sono nata coniglio.
È saltato il nostro tradizionale festival di letteratura sociale Contrattacco a Bologna, ma siamo riusciti con grande forza di volontà a non rinunciare ai momenti di discussione collettiva in presenza, organizzando il festival Contrattacco a Roma e a Milano e partecipando alla fiera Insieme a Roma. Il 2020 è stato anche l’anno del consolidamento della rivista Jacobin Italia, che ha confermato il numero di abbonati del suo esordio, aumentato il numero di collaboratori e collaboratrici (con cui abbiamo avuto un incontro seminariale per lanciare nuovi progetti per il 2021) e accresciuto del 50% i visitatori unici del sito. Nel nostro solco sono nate anche la versione tedesca, brasiliana e latino-americana della rivista statunitense. Il lavoro collettivo e plurale sui numeri cartacei è riuscito ad anticipare il tema della paura rispetto alla stessa pandemia, per poi analizzare in profondità alcuni dei temi più importanti che hanno attraversato il 2020: la nuova conformazione politica e sociale statunitense dopo il movimento antirazzista e di fronte allo scontro senza precedenti delle ultime presidenziali; il ruolo della scuola così facilmente sacrificata in nome della priorità della produzione; e il significato della cura durante una crisi non solo sanitaria ma economica e sociale, in cui è emersa la centralità del lavoro di riproduzione sociale.
Cosa ci aspetta nel 2021?
Alcuni libri sono di imminente uscita e ve li possiamo già annunciare:
- Il manifesto della cura, sarà proprio il primo libro a uscire nel 2021 dopo aver fatto già discutere il Regno Unito;
- La Q di Qomplotto, l’atteso nuovo saggio di Wu Ming 1 sulle fantasie di complotto, quanto mai attuale dopo la tempesta su Capitol Hill dei manifestanti di QAnon e già pre-ordinabile sul nostro sito: una «cassetta degli attrezzi» da usare quando ci si trova di fronte a narrazioni paranoiche e, soprattutto, avviluppati in dispositivi che le alimentano;
- Tea Rooms di Luisa Carnés, il nuovo libro della collana working class diretta da Alberto Prunetti, che è una riscoperta di un capolavoro della letteratura femminista operaia spagnola;
- il libro del collettivo Nicoletta Bourbaki che smonta decenni di calunnie sulla resistenza e i partigiani;
- il nuovo libro di Miguel Mellino su colonialità, razza e razzializzazione in Italia.
Ci saranno ovviamente altre novità che in questo momento non possiamo ancora ufficializzare, oltre ai quattro nuovi numeri di Jacobin Italia.
Un lavoro culturale che per andare avanti ha sempre bisogno di partecipazione attiva, e per questo come ogni anno proponiamo ai nostri lettori e lettrici più affezionate un’offerta conveniente per voi e fondamentale per noi, per investire insieme sulla necessità di raccontare altre storie.
Aderendo entro il 31 gennaio 2021 all’offerta 10×10 vi arriveranno a casa senza spese di spedizione (per l’Italia) i nostri primi 10 titoli del 2021 a soli 100 euro.
Per sottoscrivere clicca sul link o sull’immagine qui sotto.

È poi possibile quest’anno aderire all’ulteriore offerta 10×10 + Jacobin Italia, con cui con 130 euro oltre alle nostre prime 10 novità del 2021 riceverai a casa (senza spese di spedizione per l’Italia) anche i 4 numeri del trimestrale con uno sconto sull’abbonamento.
